Le moschee sono ragni
enormi, anime e paure
conquistano le alture
con lunghi minareti,
nelle ore di preghiera,
tra lingue di tappeti
che ricamano canti
nella luce del Corno
D'Oro, di navi avorio
che tagliano il burro
morbido dello stretto,
un mosaico azzurro
con braccia d'acciaio
che afferrano Europa e Asia:
insegne nella notte
di tribù millenarie,
di sete e spezie perse
nei convogli del tempo.
Pani e piccoli pesci,
raccolti dai pescatori
allineati sui ponti,
crepitano nel vento
incrociando gli odori
della carne arrostita:
uomini e agnelli insieme
in spazi stretti, opachi
e tintinnanti come tè.
Caffettano stellato,
di equilibrio ubriachi
dervisci che sbocciano,
papaveri ad aprile
e compassi impassibili!
Fitte meyane onorano
con il raki Atatürk,
ucciso da cirrosi
come un triste sultano:
dopo la mezzaluna
verrà l'alba dall'Iran,
gonfia di zafferano
carica di fortuna.
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mercoledì 24 aprile 2013
martedì 9 aprile 2013
Bagno Turco
Se un vento caldo abbraccia il mondo
se ci bagnamo nell'aria afosa
basta il verso di un poeta.
Il turco Hikmet guardava al sentimento
universale dell'amore:
un esempio di vate
mentre i riflessi del Bosforo fanno
danzare le colline di Istanbul,
creando caos e non gioia.
L'uguaglianza mortifica le ambizioni:
è questo il più grande errore dell'uomo
e non si può correggere,
come certifica anche il fallimento
dei sussidi statali.
E' la verità che rende il santo asceta,
che umilia l'umiltà,
che dilania il dialogo,
e offendendo la ragione
ci deposita, alla fine, nudi e soli.
se ci bagnamo nell'aria afosa
basta il verso di un poeta.
Il turco Hikmet guardava al sentimento
universale dell'amore:
un esempio di vate
mentre i riflessi del Bosforo fanno
danzare le colline di Istanbul,
creando caos e non gioia.
L'uguaglianza mortifica le ambizioni:
è questo il più grande errore dell'uomo
e non si può correggere,
come certifica anche il fallimento
dei sussidi statali.
E' la verità che rende il santo asceta,
che umilia l'umiltà,
che dilania il dialogo,
e offendendo la ragione
ci deposita, alla fine, nudi e soli.
mercoledì 22 giugno 2011
Istanbul?
Buia Istanbul
offuschi il Bosforo
e gridi minareti,
mentre alludi a una luce che non c'è.
Non avendoti vista,
al posto del tuo ponte
ho inventato un tappeto di tristezza,
per soffocare la furia del mare
afferrando la danza di un rebetiko,
in viaggio verso l'Asia
nella notte ottomana
di miele e olio di mandorla.
offuschi il Bosforo
e gridi minareti,
mentre alludi a una luce che non c'è.
Non avendoti vista,
al posto del tuo ponte
ho inventato un tappeto di tristezza,
per soffocare la furia del mare
afferrando la danza di un rebetiko,
in viaggio verso l'Asia
nella notte ottomana
di miele e olio di mandorla.
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