Braccia e gambe brillarono in cielo
come una chioma di guerriera fulva:
che fiammata che può fare la morte
con artigli di bomba!
Quando si chiede la democrazia
si ha spesso una risposta sanguinaria:
restano odore di feci e di zolfo,
i corpi a terra, le urla nell'aria
e un mistero di Stato.
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domenica 11 ottobre 2015
sabato 9 maggio 2015
Haiku erotici
Seni si sporgono:
un pensiero nascosto
si posa sopra.
---
Respiri forte,
nel crescendo ansante
mi sento dio.
---
Gambe lunghe, tue,
s'annodano al mio collo:
io sono vortice!
---
Urto toccante:
angelo d'alba e fiamma
mi hai turbato.
---
Che cerchi a terra?
Desidèri improvvisi
del re rapace?
---
Dolce la luce
che ti avvolge i fianchi:
luna da dietro.
---
Mi rendi enorme:
montagna a dismisura
fino a sfiorarti.
---
Spalanca il tempio
che arrossa i ciliegi:
è primavera!
---
So cosa cola:
alla fonte del miele
lavo la bocca.
---
Quando erba morbida
bagna il prato di te,
io entro dentro.
---
L'ape alle labbra
sbircia il fiore che oscilla,
insetto ansioso!
un pensiero nascosto
si posa sopra.
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Respiri forte,
nel crescendo ansante
mi sento dio.
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Gambe lunghe, tue,
s'annodano al mio collo:
io sono vortice!
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Urto toccante:
angelo d'alba e fiamma
mi hai turbato.
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Che cerchi a terra?
Desidèri improvvisi
del re rapace?
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Dolce la luce
che ti avvolge i fianchi:
luna da dietro.
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Mi rendi enorme:
montagna a dismisura
fino a sfiorarti.
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Spalanca il tempio
che arrossa i ciliegi:
è primavera!
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So cosa cola:
alla fonte del miele
lavo la bocca.
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Quando erba morbida
bagna il prato di te,
io entro dentro.
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L'ape alle labbra
sbircia il fiore che oscilla,
insetto ansioso!
martedì 19 luglio 2011
Autoritratto
Vorrei essere uno scheletro
un punto interrogativo allo specchio,
sembrare malato e autosufficiente
inadatto alla carne e alla sporcizia.
Con il naso affilato
proiettare tristezza sulle strade,
con l'ombra della barba sul mio viso
coprire le parole sulle labbra.
E sussurrare ti amo
come il volo di trecento farfalle
che si posano, improvvise, in silenzio.
Mi hanno tranciato le ali
e puoi toccarne ancora i moncherini.
Mi vedi? Nudo e pallido
sembro candore oppure solitudine?
Io non svelo i segreti delle ciglia
se non i miei occhi, grandi come pugni.
L'unico vezzo è la nobiltà delle
gambe mentre mi allontano di schiena,
ma spero sempre che lei non capisca
la mia stessa distanza dal mio corpo.
un punto interrogativo allo specchio,
sembrare malato e autosufficiente
inadatto alla carne e alla sporcizia.
Con il naso affilato
proiettare tristezza sulle strade,
con l'ombra della barba sul mio viso
coprire le parole sulle labbra.
E sussurrare ti amo
come il volo di trecento farfalle
che si posano, improvvise, in silenzio.
Mi hanno tranciato le ali
e puoi toccarne ancora i moncherini.
Mi vedi? Nudo e pallido
sembro candore oppure solitudine?
Io non svelo i segreti delle ciglia
se non i miei occhi, grandi come pugni.
L'unico vezzo è la nobiltà delle
gambe mentre mi allontano di schiena,
ma spero sempre che lei non capisca
la mia stessa distanza dal mio corpo.
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martedì 2 febbraio 2010
Mosca III
Il cirillico urla un volgare smalto
sulle sue lunghe unghie lame di vento.
Lei muove le dita di bianco asfalto
e sola sa la linea del cemento,
la quale divide dal cielo i fianchi
in dieci milioni di gambe, e sente
calare la vodka dagli occhi stanchi,
la solitudine del continente.
Bellissima ma pure disperata,
di monili in metallo rilucente,
d’inverno, sui suoi tacchi, l’ho incontrata
e lei m’ha preso inesorabilmente,
col ghigno di ghiaccio, e la luce fosca,
quella bellezza macabra di Mosca.
16/10/2007
sulle sue lunghe unghie lame di vento.
Lei muove le dita di bianco asfalto
e sola sa la linea del cemento,
la quale divide dal cielo i fianchi
in dieci milioni di gambe, e sente
calare la vodka dagli occhi stanchi,
la solitudine del continente.
Bellissima ma pure disperata,
di monili in metallo rilucente,
d’inverno, sui suoi tacchi, l’ho incontrata
e lei m’ha preso inesorabilmente,
col ghigno di ghiaccio, e la luce fosca,
quella bellezza macabra di Mosca.
16/10/2007
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