Amaro è avere un amore
che non conosce la rivoluzione:
che tra poli opposti non sceglie mai,
che non ride di rabbia e che neppure
piange mai dalla gioia.
Io sono fortunato:
trafitto dalle tue adulte premure
inattese, i miei scritti sono pieni
di rivolta e di voglia
di marciare uniti contro i padroni
di tutti i nostri mali.
Sei contro di me perché mi desideri,
nudo e trionfante tra uomini uguali
mentre scuoto il mio sesso,
eroico e dignitoso,
mentre ti dico bambina bagnamoci
nell'acqua e nel sudore della gente:
la libertà del corpo sia per tutti
sopra il pensiero enorme della terra.
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domenica 18 novembre 2012
Kalashnikov
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sabato 20 ottobre 2012
Confidenza
Antologia di nudi desideri
mi si sdraia di fronte
olocausto del cuore
su una distesa di voci di uccelli.
Lei è il paradiso profumato di
cui si sazia la mia anima:
bianca, bianca d'avorio
e di rabbia arrossata sulle guance
per la sua dedizione alla purezza
che la rende frammento di montagna
e sorriso di piuma sul mio petto.
mi si sdraia di fronte
olocausto del cuore
su una distesa di voci di uccelli.
Lei è il paradiso profumato di
cui si sazia la mia anima:
bianca, bianca d'avorio
e di rabbia arrossata sulle guance
per la sua dedizione alla purezza
che la rende frammento di montagna
e sorriso di piuma sul mio petto.
sabato 12 maggio 2012
Poeta domenicale
Ho smarrito ogni lirica,
ma non credo dipenda dal mio status:
un borghese, educato, forse timido.
E' perché assomiglio a un cumulo nembo.
Allora posso dirmi un poeta inutile?
Scrivo odi alla domenica dell'anima
calpesto le parole
raccolgo idee da terra
non sollevo mai il sole
non accendo la luna,
se chiamo è per chiedere come va:
mi piace più ascoltare,
oppure la morte in modo discreto
e gioisco con compostezza
vedo la crisi nei volti svuotati
con rabbia figlia della tenerezza.
ma non credo dipenda dal mio status:
un borghese, educato, forse timido.
E' perché assomiglio a un cumulo nembo.
Allora posso dirmi un poeta inutile?
Scrivo odi alla domenica dell'anima
calpesto le parole
raccolgo idee da terra
non sollevo mai il sole
non accendo la luna,
se chiamo è per chiedere come va:
mi piace più ascoltare,
oppure la morte in modo discreto
e gioisco con compostezza
vedo la crisi nei volti svuotati
con rabbia figlia della tenerezza.
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lunedì 30 maggio 2011
29
Il pugno che agito in alto
non minaccia alcun cielo
non arringa la rabbia,
non dice di vittorie.
E’ più simile al sesso di un bambino
che nudo affronta, ridendo, il futuro.
Perché io non sarò mai come voi.
che vi vedete ovunque
nei titoli gridati.
Falsi tra sputi e ricami su frasi,
lingue strette da nodi di cravatta,
sento nel vostro accento
punte da bugiardi o da scarpe di marca,
l’incubo del labirinto di specchi,
stonato come il canto
che dedicate al sé.
Tra piante rampicanti
sono solo una bocca
e tale resterò,
anche avvolto da parole e da muse.
Oppure sarò un uccello o un insetto,
che scappa dalle finestre socchiuse
appena sente odore d’aria aperta.
Cercami come
fango nel fiume
goccia nel mare
sasso del suolo
soffio nel vento
lacrima nella pioggia
raggio nella luce,
voce nella città
nulla nell’universo.
Umile battito d’umanità,
affacciato dall'occhiaia di un palazzo,
schiocco di dita di un dio che non c’è
neppure nella poesia.
La semplicità si svela da sola
ed è un essere abbastanza complesso,
non è utile coprirsi di ridicolo
scimmiottando l'assurdo.
Appoggio come un punto su una parete bianca
e scrivo per non affermare niente:
il ventinove è anonimo
e non celebra nulla.
non minaccia alcun cielo
non arringa la rabbia,
non dice di vittorie.
E’ più simile al sesso di un bambino
che nudo affronta, ridendo, il futuro.
Perché io non sarò mai come voi.
che vi vedete ovunque
nei titoli gridati.
Falsi tra sputi e ricami su frasi,
lingue strette da nodi di cravatta,
sento nel vostro accento
punte da bugiardi o da scarpe di marca,
l’incubo del labirinto di specchi,
stonato come il canto
che dedicate al sé.
Tra piante rampicanti
sono solo una bocca
e tale resterò,
anche avvolto da parole e da muse.
Oppure sarò un uccello o un insetto,
che scappa dalle finestre socchiuse
appena sente odore d’aria aperta.
Cercami come
fango nel fiume
goccia nel mare
sasso del suolo
soffio nel vento
lacrima nella pioggia
raggio nella luce,
voce nella città
nulla nell’universo.
Umile battito d’umanità,
affacciato dall'occhiaia di un palazzo,
schiocco di dita di un dio che non c’è
neppure nella poesia.
La semplicità si svela da sola
ed è un essere abbastanza complesso,
non è utile coprirsi di ridicolo
scimmiottando l'assurdo.
Appoggio come un punto su una parete bianca
e scrivo per non affermare niente:
il ventinove è anonimo
e non celebra nulla.
venerdì 15 aprile 2011
Pietra
A volte siedo sulla pietra madre,
verde com'era la mia primavera.
C'è una valigia piena di ciliegie
ferma alla stazione di Fabriano.
Ride di rabbia un ragazzo normale
ma che non ha mai voglia di dormire,
siede da solo leggendo un giornale
che gli ricorda che deve partire.
Mentre si fa più triste ogni tramonto,
tu pietra aspettami ancora al mattino:
tornerò in treno, senza giacche d'angelo,
la terra è tenera nell'Appennino.
Cara madre, tra i monti addormentarmi
con te nel nulla contando le stelle,
ho un po’ di vento nelle tasche vuote
piccola parte delle tue carezze.
verde com'era la mia primavera.
C'è una valigia piena di ciliegie
ferma alla stazione di Fabriano.
Ride di rabbia un ragazzo normale
ma che non ha mai voglia di dormire,
siede da solo leggendo un giornale
che gli ricorda che deve partire.
Mentre si fa più triste ogni tramonto,
tu pietra aspettami ancora al mattino:
tornerò in treno, senza giacche d'angelo,
la terra è tenera nell'Appennino.
Cara madre, tra i monti addormentarmi
con te nel nulla contando le stelle,
ho un po’ di vento nelle tasche vuote
piccola parte delle tue carezze.
martedì 5 aprile 2011
Sigarette
E’ scritto sul pacchetto:
le sigarette alitano la morte.
Eppure amo fumare
confondermi col cielo nuvoloso
scindermi dal grigiore
e poi di nuovo fare un tiro forte.
Sono noia, rabbia e reincarnazione
motivi validi per il tabacco,
e mordere la coda del diavolo
che sta aggrappato al filtro,
quindi sciacquarsi la bocca con bacco
e delirare in piedi in testa a un tavolo:
dio mi ha offerto una cicca
per farne spirali di paradiso.
Cinico monopolista di Stato,
sono un mediocre su di un accendino,
questo pallido inferno è un tuo dettato
che a mio comodo inclino,
con la mia e tua nicotina degenere.
Tale a piombo in fondo a un portacenere
domani butto tutto e cambio il mondo.
le sigarette alitano la morte.
Eppure amo fumare
confondermi col cielo nuvoloso
scindermi dal grigiore
e poi di nuovo fare un tiro forte.
Sono noia, rabbia e reincarnazione
motivi validi per il tabacco,
e mordere la coda del diavolo
che sta aggrappato al filtro,
quindi sciacquarsi la bocca con bacco
e delirare in piedi in testa a un tavolo:
dio mi ha offerto una cicca
per farne spirali di paradiso.
Cinico monopolista di Stato,
sono un mediocre su di un accendino,
questo pallido inferno è un tuo dettato
che a mio comodo inclino,
con la mia e tua nicotina degenere.
Tale a piombo in fondo a un portacenere
domani butto tutto e cambio il mondo.
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