Il vento sfoglia veloce le pagine
ed è già maggio sui cieli d'aprile,
il tempo vola quando si lavora,
dice la pecora a sera all'ovile.
Ma la musica non si ascolta più
volar nel blu dipinto di blu.
Però ora so l'ansia che mi divora,
volar nel blu e poi poter partire
sparire lassù nella pausa pranzo.
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martedì 19 aprile 2011
lunedì 8 febbraio 2010
Sonic Youth live
Per la prima volta ho ascoltato i Sonic Youth dal vivo. Hanno suonato Daydream Nation -inserito nel 2006 all'interno di The Library of Congress' National Recording Registry, istituzione che documenta la storia dell'America attraverso la musica - in un luogo suggestivo come il teatro romano di Ostia Antica. Era giusto ieri notte, una notte di noise. Tutti noi stavamo arrampicati sulle gradinate come locuste colorate su vecchie pietre, il cielo era lucido e terso, e presiedeva il concerto approvando con migliaia di luci. Le due chitarre suonavano come delle pazzie consapevoli, magnifiche. Sfregate sul palco, usate come percussioni, abusate negli armonici; Lee Ranaldo ha perfino pizzicato una chitarra classica amplificata con una distorsione che soltanto chi conosce a fondo la lingua dei pick-up è in grado di interpretare. La batteria non dava tregua e percuoteva il tappeto di quei virtuosismi, per far agitare tutte le locuste nell’ombra, me compreso, ma io stavo fermo e cercavo di distinguere i singoli suoni, per quello che potevo, e per quello che riuscivo mi lasciavo trasportare, anche nel soprappensiero, da quel tappeto di stridori armonici, da quel tessuto di incroci virtuosi e incredibili sovrapposizioni. C’è un fascino particolare in chi è in grado di controllare il suono con tanta perizia. È come se fosse capace di dominare un elemento della natura, attraverso un feticcio chiamato strumento. So come vi colpisce il timpano a voi locuste se do una manata sulla tastiera, e quando danno una manata ci arriva proprio quella vibrazione, precisa, creata per un atto consapevole. So cosa si propaga se sfrego tra le corde questo cacciavite in questo modo, e proprio quel fenomeno sonoro accade, contenuto nell’isteria di riflettori blu e viola. Poi ad un certo punto Kim Gordon ha smesso un attimo di cantare e si è messa a girare su se stessa come una bimba, o una baccante con un vestitino bianco da mocciosa. Ora, nel teatro, siamo dentro la musica, come ogni volta che la si ascolta davvero, la musica vera, sembra non contenersi più dalla frenesia, e si capisce. Ieri è stata una notte indie, una notte rock.
08/07/2007
giovedì 4 febbraio 2010
Parole senza musica
Ho preparato per un mio amico musicista alcuni testi, perché mi ha chiesto un lavoro breve da poter mettere in musica per un coro francese. Potendo spaziare su qualsiasi tema, be' mi sono sbizzarrito cercando di offrire la più ampia varietà possibile. Ora uno dei primi due potrebbe finire in musica...
[L'angelo killer]
Vivrò una morte perpendicolare
Aspetterò il momento inopportuno
Salirò di una potente ascensione
Proiettile contro il petto di dio
[Parigi Rouge]
Il libro rosso ha le labbra libere
Marcia in versi in un lettore arrabbiato
L’inchiostro della Senna è illuminato
Perché il sole osa enormi piazze piene
Tu prediligi Parigi la spocchia
Il corimbo la rima dans la rue
C’è un poeta in piedi che nell’occhio
Ha in equilibrio la punta d’Eiffel
E un poeta esausto che nel cuore
Ha un esagono rosso d’amore.
[Brest]
La marea dei tuoi occhi fu lunghe spiagge
Ma tutto inghiottì quel gotico petto
Rosa che guarda di seni e di Gargoyle
Aspettando dell’amplesso un simulacro
Sotto il peso di quale cattedrale
Si sta spegnendo il nostro amore sacro?
Il tuo alito caldo di lingue estive
È una candela sui denti di Brest
Sono i detriti ora ai piedi di Brest
Le tue vette in granito, una volta vive
[Morte di un impiegato]
[Monsieur Employé]
La notte cala nera con tutto l’universo
Sulla camicia pallida da impiegato del nulla
Lui s’accende d’elettrici lampi e pensieri eroici
Dattilografando anche a casa cuore e carte
Ora ha un appartamento nel limbo di Lione
Con la televisione
Con la morte a colori
Mentre pensa alla propria
Il potente pulsare di un proiettile
Dentro il petto di un sé d’assassinare
05/03/2008
[L'angelo killer]
Vivrò una morte perpendicolare
Aspetterò il momento inopportuno
Salirò di una potente ascensione
Proiettile contro il petto di dio
[Parigi Rouge]
Il libro rosso ha le labbra libere
Marcia in versi in un lettore arrabbiato
L’inchiostro della Senna è illuminato
Perché il sole osa enormi piazze piene
Tu prediligi Parigi la spocchia
Il corimbo la rima dans la rue
C’è un poeta in piedi che nell’occhio
Ha in equilibrio la punta d’Eiffel
E un poeta esausto che nel cuore
Ha un esagono rosso d’amore.
[Brest]
La marea dei tuoi occhi fu lunghe spiagge
Ma tutto inghiottì quel gotico petto
Rosa che guarda di seni e di Gargoyle
Aspettando dell’amplesso un simulacro
Sotto il peso di quale cattedrale
Si sta spegnendo il nostro amore sacro?
Il tuo alito caldo di lingue estive
È una candela sui denti di Brest
Sono i detriti ora ai piedi di Brest
Le tue vette in granito, una volta vive
[Morte di un impiegato]
[Monsieur Employé]
La notte cala nera con tutto l’universo
Sulla camicia pallida da impiegato del nulla
Lui s’accende d’elettrici lampi e pensieri eroici
Dattilografando anche a casa cuore e carte
Ora ha un appartamento nel limbo di Lione
Con la televisione
Con la morte a colori
Mentre pensa alla propria
Il potente pulsare di un proiettile
Dentro il petto di un sé d’assassinare
05/03/2008
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