Padre perché
m'hai fatto umile?
Potrei pistarvi
con le parole
ho un uomo dentro
che mi sovrasta
questa città
non sa tenermi,
lingua di lama
scintilla all'aria
eppure scivola
dalle mie mani
ed il coltello
si fa vapore.
Madre perché
m'hai fatto agnello?
Sopra i miei trampoli
solo assoluto!
Sotto s'arrendono
a un dio ferale,
su sta il canuto
con quel suo ghigno
d'assurda assenza:
è l'universo!
Lui là nereggia
balbetta stelle,
io sono errore
uno scatarro
su visi vuoti,
una puttana
compassionevole
ebbra di labbra
piena di niente.
Lunedì o sabato:
ho estratto a sorte
giorni di morte
per esser re.
Le butterate
strade del mondo
chiamano me:
l'eroe più lurido!
Servon tombini
di sfida al sole:
cosa più acceca
d'anime tristi?
Voi foste polvere
ma io fui nuvola:
così ci aspetta
la grande febbre.
All'improvviso
per ingannarvi
"rivoluzione!"
gridai nel bar
nello stupore,
e fu follia!
Diedi fastidio
tutto finì
ma non morii,
perché l'esilio
ti vuole vivo.
Visualizzazione post con etichetta madre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta madre. Mostra tutti i post
sabato 23 maggio 2015
Esilio
Etichette:
agnello,
bar,
canuto,
città. errore,
dio,
Esilio,
ghigno,
lama,
lingua,
lupo,
madre,
morte,
nereggiare,
nuvola,
padre,
poesia,
re,
rivoluzione,
trampoli
sabato 16 febbraio 2013
Islanda
La pietra morde di faccia l'oceano
bambini raschiano il muschio con le unghie
giorno e notte combattono per il cielo
dilaniando la luce
spartendosi le stagioni nel sangue
bagnandosi nell'oro.
Quanta violenza siede nel silenzio
come una madre che non ami il figlio
mentre il ghiaccio robusto grida vento
sotto uccelli mostruosi,
molto più intelligenti delle nuvole
che non si interessano della terra.
Si può restare in piedi
in questa cosmogonia sussurrata
dalle fessure di eterna natura.
Chissà che pensano i fratelli pesci
se provano la paura
immersi nell'altra metà d'immenso.
bambini raschiano il muschio con le unghie
giorno e notte combattono per il cielo
dilaniando la luce
spartendosi le stagioni nel sangue
bagnandosi nell'oro.
Quanta violenza siede nel silenzio
come una madre che non ami il figlio
mentre il ghiaccio robusto grida vento
sotto uccelli mostruosi,
molto più intelligenti delle nuvole
che non si interessano della terra.
Si può restare in piedi
in questa cosmogonia sussurrata
dalle fessure di eterna natura.
Chissà che pensano i fratelli pesci
se provano la paura
immersi nell'altra metà d'immenso.
martedì 21 agosto 2012
Estate
Sono inquieto: non so tracciare un cerchio
e il punto più lontano è la partenza.
Studio l'essenza dell'unica nube
e intanto il mio passato si è dissolto.
Un cielo nudo nell'azzurro esulta
schiarendo ai limiti come un'anguria
e tarda solo un'ora a tramontare
sulla caducità dei miei ricordi.
Madre, ormai è troppo tardi per tornare:
tutti tengono nascosto un abito
spiegano a lungo per non farmi dire
recitano ovvietà irripetibili
e non riesco a capire.
Per fortuna mi sento ancora vivo
arreso all'idea di una qualche culla
e come ride l'estate se vuole
con la canicola, la luce e il nulla!
Anche agosto, stamane, sul treno mi ha rassicurato
cinguettando la mia mortalità:
non hai più un posto
sei quasi libero
ma ovunque andrai
io sarò là.
e il punto più lontano è la partenza.
Studio l'essenza dell'unica nube
e intanto il mio passato si è dissolto.
Un cielo nudo nell'azzurro esulta
schiarendo ai limiti come un'anguria
e tarda solo un'ora a tramontare
sulla caducità dei miei ricordi.
Madre, ormai è troppo tardi per tornare:
tutti tengono nascosto un abito
spiegano a lungo per non farmi dire
recitano ovvietà irripetibili
e non riesco a capire.
Per fortuna mi sento ancora vivo
arreso all'idea di una qualche culla
e come ride l'estate se vuole
con la canicola, la luce e il nulla!
Anche agosto, stamane, sul treno mi ha rassicurato
cinguettando la mia mortalità:
non hai più un posto
sei quasi libero
ma ovunque andrai
io sarò là.
sabato 19 maggio 2012
L'America
Ho sognato di essere felice
il più grande inganno dopo l'America.
La patina del mattino
i lampioni dimenticati accesi,
avrei attraversato il grande Oceano
invece era un giorno come un altro:
nel discount davano cibo per poveri
tra palazzi che piangevano intonaco.
Siamo ormai il lato triste della terra,
non lo dirò a mia madre.
il più grande inganno dopo l'America.
La patina del mattino
i lampioni dimenticati accesi,
avrei attraversato il grande Oceano
invece era un giorno come un altro:
nel discount davano cibo per poveri
tra palazzi che piangevano intonaco.
Siamo ormai il lato triste della terra,
non lo dirò a mia madre.
venerdì 15 aprile 2011
Pietra
A volte siedo sulla pietra madre,
verde com'era la mia primavera.
C'è una valigia piena di ciliegie
ferma alla stazione di Fabriano.
Ride di rabbia un ragazzo normale
ma che non ha mai voglia di dormire,
siede da solo leggendo un giornale
che gli ricorda che deve partire.
Mentre si fa più triste ogni tramonto,
tu pietra aspettami ancora al mattino:
tornerò in treno, senza giacche d'angelo,
la terra è tenera nell'Appennino.
Cara madre, tra i monti addormentarmi
con te nel nulla contando le stelle,
ho un po’ di vento nelle tasche vuote
piccola parte delle tue carezze.
verde com'era la mia primavera.
C'è una valigia piena di ciliegie
ferma alla stazione di Fabriano.
Ride di rabbia un ragazzo normale
ma che non ha mai voglia di dormire,
siede da solo leggendo un giornale
che gli ricorda che deve partire.
Mentre si fa più triste ogni tramonto,
tu pietra aspettami ancora al mattino:
tornerò in treno, senza giacche d'angelo,
la terra è tenera nell'Appennino.
Cara madre, tra i monti addormentarmi
con te nel nulla contando le stelle,
ho un po’ di vento nelle tasche vuote
piccola parte delle tue carezze.
Iscriviti a:
Post (Atom)