Tra di noi c'è un tempo immenso: la fine.
Del mare il canto ci separa
e di notte chilometri di nulla,
è una corona d'oro
questo Mediterraneo sotto il sole,
e ti ricordo calda:
carne capace di bruciare il cielo.
Mi sento soffocare:
il mio saluto è un dire impossibile,
la mia carezza una mano mozzata,
il mio bacio vapore.
Forse nell'afa ti sfiora la pelle
che ti dormiva accanto,
quando una luna amica sorrideva.
Non mi arrendo alla risacca,
ai suoi denti, alla spuma come pianto:
ho calcolato il diametro del mare
per venirti a trovare,
ardito desiderio
su una mente di freccia.
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lunedì 7 luglio 2014
domenica 12 dicembre 2010
Torino 2010
La grande biglia gialla,
graffiata dal vetro di un cielo ruvido,
si è tolta la sua patina di plastica
e ora odora di mandorla.
Voglio una città bianca
senza inutili luci di Natale.
Col do di petto delle Alpi che mi risveglia,
e la fredda carezza del Po che mi trasporta
ai piedi dei giganti.
Et voilà appollaiato sulla punta
e Torino, Antonelliana, non c’è.
Scendo le scale, e incontro
un oltre di sporcizia che respira
dopo il mercato di piazza Vittoria.
Quaggiù la gente fa il verso ai francesi
credendoli ormai morti.
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