Il mio
sorriso
è raro
come la neve,
ma questo
rigore
non è
tutto merito tuo:
l'orrore
si mischia con le strade,
sale disseminato
sull'umanità morta
già di mattina.
Quante albe pallide sulle città!
Ho bevuto a litri
la medicina
che alta affollava gli scaffali
di un verde splendente,
ma devo avere un'enorme caverna
al posto dello stomaco:
non avvertivo queste gocce acide
tintinnare sul fondo
e curare il mio cuore.
Eppure, tronfio, insisteva il dottore
con quell'ecografia
a fomentargli gli occhi:
lei ha la bile e il sangue
nello stesso intestino,
beva dell'altro vino
se la sua mente langue.
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giovedì 25 dicembre 2014
domenica 26 ottobre 2014
Lieve
Confiderò i miei segreti alla neve
perché nessuno li sappia ad aprile
forse così li potrò cancellare
e la mia vita diventerà lieve.
perché nessuno li sappia ad aprile
forse così li potrò cancellare
e la mia vita diventerà lieve.
sabato 20 settembre 2014
Farfalla
Ho scelto te
perché il tuo viso è una montagna
di chine delicate,
precipizio di labbra
che cadono su seni
di neve e vampe.
La papilionide più colorata
saprà accompagnarmi
attraverso la vita:
nudi siamo felici,
mai voliamo incerti.
perché il tuo viso è una montagna
di chine delicate,
precipizio di labbra
che cadono su seni
di neve e vampe.
La papilionide più colorata
saprà accompagnarmi
attraverso la vita:
nudi siamo felici,
mai voliamo incerti.
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martedì 2 febbraio 2010
Mosca V
L’inverno espande un sorriso arancione
dal pallido celeste ch’è sul viso
del cielo. Siamo in nessuna stagione,
è anonimo il ventre del paradiso.
La prospettiva Virnàskava espone
il punto di fuga dell’infinito,
le auto si lanciano senza ragione
ed inseguono quel niente indicato.
Cammino su una nuvola di neve,
più umile, e vado in via dell’Immanenza
svaporando nella pressione lieve
che mi conduce a casa. Sono senza
la consistenza ingombrante del peso.
E Mosca, per me, balla un vuoto obeso.
22/11/2007
dal pallido celeste ch’è sul viso
del cielo. Siamo in nessuna stagione,
è anonimo il ventre del paradiso.
La prospettiva Virnàskava espone
il punto di fuga dell’infinito,
le auto si lanciano senza ragione
ed inseguono quel niente indicato.
Cammino su una nuvola di neve,
più umile, e vado in via dell’Immanenza
svaporando nella pressione lieve
che mi conduce a casa. Sono senza
la consistenza ingombrante del peso.
E Mosca, per me, balla un vuoto obeso.
22/11/2007
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