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domenica 6 aprile 2014

L'ultima rosa

Questa è l'ultima rosa
un missile nucleare
che ti esplode nel petto,
polverizza la stanza
succhia il seme e l'odore.
Ho appoggiato sul letto
un amore in assenza
di un futuro possibile,
e brucia le coperte
inghiotte tutta l'aria
provoca un terremoto
col suo fungo invisibile.
Ma mi sento ottimista
perché la porta è aperta.

domenica 13 gennaio 2013

Stanza

Mi ricordo: eravamo due pistole
adagiate su un letto,
avrei potuto trasformarmi in lampo
cavalcare un proiettile,
ma la luna matrigna ci guardava
arrampicata su un'impalcatura.
Quel viso screpolato alla parete
illuminava con luce di colpa
la nostra pelle calda, inquieta, pallida.
Non lo dirò a nessuno
quella stanza non è mai esistita.

martedì 2 febbraio 2010

Ex-Fiore

Con quanta fretta
te ne sei andata.
Come lo scatto che spegne la lampada.

Dammi una sigaretta – poi, m’hai detto.
Bianca brillava la tua pelle elettrica benché offesa dal mio fumare di uomo.

Disperato – io - disfatto. La tua assenza
fu abisso di spasmi che chiamai “chiesa”.
Un decaduto apostata d’amore, un vile infilato in infime tane.

Inutile inquilino è un dio dolore
per la finestra invaso dai silenzi:
il salotto sta muto, il letto zitto, la tempia tutta nell’orologio orrido.
Simili a lame i miei libri allineati,
nessun odore ne impregna le pagine.

La pioggia inesistente ricolma una speranza di grondaie.
La palazzina pesa col suo niente s’uno sciame di lacrime e capelli,
compagna e cagna del mio nulla nubile.

Io - di fatto - fischietto una presenza, questo tipo di non-tu. La catarsi
fata mia è finita, direi: A mai più.

Potrei essere eroe del sorriso, e senza
Bere! Solo, nello specchio. GUARDARSI,
per trovarvi occhi davvero aderenti
ai concetti ch’avevi intorno ai 20:
anni di volontà ludiche e nude,
anni di sillabe fagocitanti
dai futuri infiniti, con la mente su ogni male di tenero calore.

È accaduto, ho perduto un’esistenza.

Voglio una sigaretta.
Vedi alla voce: “ex-fiore”.
Vado di nuovo a capo,
ma senza fretta.

24/03/2008