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domenica 18 novembre 2012

Kalashnikov

Amaro è avere un amore
che non conosce la rivoluzione:
che tra poli opposti non sceglie mai,
che non ride di rabbia e che neppure
piange mai dalla gioia.
Io sono fortunato:
trafitto dalle tue adulte premure
inattese, i miei scritti sono pieni
di rivolta e di voglia
di marciare uniti contro i padroni
di tutti i nostri mali.
Sei contro di me perché mi desideri,
nudo e trionfante tra uomini uguali
mentre scuoto il mio sesso,
eroico e dignitoso,
mentre ti dico bambina bagnamoci
nell'acqua e nel sudore della gente:
la libertà del corpo sia per tutti
sopra il pensiero enorme della terra.


sabato 1 settembre 2012

Giara

La spuma genera una giara d'ombra:
sei tu, superlativa nei tuoi fianchi,
che lasci scolar luce dai capelli,
serico gioco di sale e riflessi.

La risacca ti tiene alle caviglie
eppure la tua fortuna procede,
oltre i limiti imposti dal pudore
sta l'infinito esprimersi del corpo

che sovrasta il mare.

martedì 1 maggio 2012

Contatto

Non c'è apice capace di descrivere
quando mi baci il corpo,

il mio sesso si ingrossa

si riempie del veleno
che gonfia la tua lingua

preme nella mia testa

ed è preda del nettare:
saliva e odori forti.

Pelle febbricitante
esorta alto il tuo seno ad appuntirsi
sul mio petto vigliacco

e il corpo si ripara,
vorrebbe il tuo cervello

le dita sul calore
per aprire i tuoi occhi,
farti guance di mela
sulla linea sottile del dolore.

Ride questa rivincita
sull'empietà del tempio:

gemma, abbiamo rubato
l'eccitazione al cielo

il nulla concreto non può salvarci

ma succhiarci la vita
ci renderà felici.

martedì 19 luglio 2011

Autoritratto

Vorrei essere uno scheletro
un punto interrogativo allo specchio,
sembrare malato e autosufficiente

inadatto alla carne e alla sporcizia.
Con il naso affilato

proiettare tristezza sulle strade,

con l'ombra della barba sul mio viso
 
coprire le parole sulle labbra.
E sussurrare ti amo

come il volo di trecento farfalle

che si posano, improvvise, in silenzio.

Mi hanno tranciato le ali
e puoi toccarne ancora i moncherini.
Mi vedi? Nudo e pallido
sembro candore oppure solitudine?

Io non svelo i segreti delle ciglia

se non i miei occhi, grandi come pugni.

L'unico vezzo è la nobiltà delle

gambe mentre mi allontano di schiena,

ma spero sempre che lei non capisca

la mia stessa distanza dal mio corpo.