Confiderò i miei segreti alla neve
perché nessuno li sappia ad aprile
forse così li potrò cancellare
e la mia vita diventerà lieve.
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domenica 26 ottobre 2014
lunedì 7 maggio 2012
Presenza
Oggi non sei passata:
c'è un'enorme voragine nell'aria
i palazzi si sono allontanati
il cielo scuote le nuvole tronfie
palpebre gonfie di freddo e amarezza
la terra trema all'assenza magnetica
non si emancipa mai da un suolo servo
non consola alcun elettrodomestico
tutto si mischia senza il tuo respiro
(in un sinistro e irreale rumore)
e io dai difetti costretto al battito
in gabbia nel mio stomaco per ore.
Il mondo è grande, posso rallegrarmene,
ma il limite della tua pelle amplia
dell'universo la circonferenza,
o fa contrarre le punte del corpo
come se mi riparassi dal tuono
spogliato come un narciso sconfitto:
lo spazio picaro che ci separa
imita l'ordine che uccide gli uomini.
Spero che dal soffitto
cada una goccia del tuo odore dolce
che coli dal petto fino all'amplesso
come quando, cercando con le mani
i segreti della vita dell'altro,
abbiamo riso sino a tardi con Eros
spegnendo il vento col fuoco. Domani
cerco la stessa pace.
c'è un'enorme voragine nell'aria
i palazzi si sono allontanati
il cielo scuote le nuvole tronfie
palpebre gonfie di freddo e amarezza
la terra trema all'assenza magnetica
non si emancipa mai da un suolo servo
non consola alcun elettrodomestico
tutto si mischia senza il tuo respiro
(in un sinistro e irreale rumore)
e io dai difetti costretto al battito
in gabbia nel mio stomaco per ore.
Il mondo è grande, posso rallegrarmene,
ma il limite della tua pelle amplia
dell'universo la circonferenza,
o fa contrarre le punte del corpo
come se mi riparassi dal tuono
spogliato come un narciso sconfitto:
lo spazio picaro che ci separa
imita l'ordine che uccide gli uomini.
Spero che dal soffitto
cada una goccia del tuo odore dolce
che coli dal petto fino all'amplesso
come quando, cercando con le mani
i segreti della vita dell'altro,
abbiamo riso sino a tardi con Eros
spegnendo il vento col fuoco. Domani
cerco la stessa pace.
martedì 19 luglio 2011
Autoritratto
Vorrei essere uno scheletro
un punto interrogativo allo specchio,
sembrare malato e autosufficiente
inadatto alla carne e alla sporcizia.
Con il naso affilato
proiettare tristezza sulle strade,
con l'ombra della barba sul mio viso
coprire le parole sulle labbra.
E sussurrare ti amo
come il volo di trecento farfalle
che si posano, improvvise, in silenzio.
Mi hanno tranciato le ali
e puoi toccarne ancora i moncherini.
Mi vedi? Nudo e pallido
sembro candore oppure solitudine?
Io non svelo i segreti delle ciglia
se non i miei occhi, grandi come pugni.
L'unico vezzo è la nobiltà delle
gambe mentre mi allontano di schiena,
ma spero sempre che lei non capisca
la mia stessa distanza dal mio corpo.
un punto interrogativo allo specchio,
sembrare malato e autosufficiente
inadatto alla carne e alla sporcizia.
Con il naso affilato
proiettare tristezza sulle strade,
con l'ombra della barba sul mio viso
coprire le parole sulle labbra.
E sussurrare ti amo
come il volo di trecento farfalle
che si posano, improvvise, in silenzio.
Mi hanno tranciato le ali
e puoi toccarne ancora i moncherini.
Mi vedi? Nudo e pallido
sembro candore oppure solitudine?
Io non svelo i segreti delle ciglia
se non i miei occhi, grandi come pugni.
L'unico vezzo è la nobiltà delle
gambe mentre mi allontano di schiena,
ma spero sempre che lei non capisca
la mia stessa distanza dal mio corpo.
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