Il presidente in tv non può piangere:
lui rappresenta la Grande Nazione
che non viene mai meno
al suo dovere di essere bandiera.
Eppure se potesse
chiederebbe aiuto:
centocinquanta corpi
sulle spalle di un uomo sono troppi.
Il deflagrare improvviso dei fatti
l'ha sorpreso sul podio
col tempismo arbitrario del terrore,
smascherando la sua precarietà
di mezzobusto nudo
di fronte agli occhi dell'umanità.
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domenica 15 novembre 2015
Attentato a Hollande
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domenica 30 novembre 2014
Decadenza
Quando bevo, qui vorrei avervi
per affidarvi i miei lampi malati
e acrobatici teoremi errati!
Solo per dissuadervi
dalle moine di un regno finto
arreso ad atri, mediocri architetti
corrotto da orrende scie, sospetti
che lo hanno avvinto.
Vorrei amarvi con tutto me stesso,
numerosi ed immensi come gli astri
siete, dietro al vetro
di finestre e paure, fratellastri
nell'impastare statue di amplesso
nel crepuscolo tetro.
Nel tempo ad incastri,
non ho scelto di vivere adesso
mentre l'umanità torna indietro.
per affidarvi i miei lampi malati
e acrobatici teoremi errati!
Solo per dissuadervi
dalle moine di un regno finto
arreso ad atri, mediocri architetti
corrotto da orrende scie, sospetti
che lo hanno avvinto.
Vorrei amarvi con tutto me stesso,
numerosi ed immensi come gli astri
siete, dietro al vetro
di finestre e paure, fratellastri
nell'impastare statue di amplesso
nel crepuscolo tetro.
Nel tempo ad incastri,
non ho scelto di vivere adesso
mentre l'umanità torna indietro.
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lunedì 30 maggio 2011
29
Il pugno che agito in alto
non minaccia alcun cielo
non arringa la rabbia,
non dice di vittorie.
E’ più simile al sesso di un bambino
che nudo affronta, ridendo, il futuro.
Perché io non sarò mai come voi.
che vi vedete ovunque
nei titoli gridati.
Falsi tra sputi e ricami su frasi,
lingue strette da nodi di cravatta,
sento nel vostro accento
punte da bugiardi o da scarpe di marca,
l’incubo del labirinto di specchi,
stonato come il canto
che dedicate al sé.
Tra piante rampicanti
sono solo una bocca
e tale resterò,
anche avvolto da parole e da muse.
Oppure sarò un uccello o un insetto,
che scappa dalle finestre socchiuse
appena sente odore d’aria aperta.
Cercami come
fango nel fiume
goccia nel mare
sasso del suolo
soffio nel vento
lacrima nella pioggia
raggio nella luce,
voce nella città
nulla nell’universo.
Umile battito d’umanità,
affacciato dall'occhiaia di un palazzo,
schiocco di dita di un dio che non c’è
neppure nella poesia.
La semplicità si svela da sola
ed è un essere abbastanza complesso,
non è utile coprirsi di ridicolo
scimmiottando l'assurdo.
Appoggio come un punto su una parete bianca
e scrivo per non affermare niente:
il ventinove è anonimo
e non celebra nulla.
non minaccia alcun cielo
non arringa la rabbia,
non dice di vittorie.
E’ più simile al sesso di un bambino
che nudo affronta, ridendo, il futuro.
Perché io non sarò mai come voi.
che vi vedete ovunque
nei titoli gridati.
Falsi tra sputi e ricami su frasi,
lingue strette da nodi di cravatta,
sento nel vostro accento
punte da bugiardi o da scarpe di marca,
l’incubo del labirinto di specchi,
stonato come il canto
che dedicate al sé.
Tra piante rampicanti
sono solo una bocca
e tale resterò,
anche avvolto da parole e da muse.
Oppure sarò un uccello o un insetto,
che scappa dalle finestre socchiuse
appena sente odore d’aria aperta.
Cercami come
fango nel fiume
goccia nel mare
sasso del suolo
soffio nel vento
lacrima nella pioggia
raggio nella luce,
voce nella città
nulla nell’universo.
Umile battito d’umanità,
affacciato dall'occhiaia di un palazzo,
schiocco di dita di un dio che non c’è
neppure nella poesia.
La semplicità si svela da sola
ed è un essere abbastanza complesso,
non è utile coprirsi di ridicolo
scimmiottando l'assurdo.
Appoggio come un punto su una parete bianca
e scrivo per non affermare niente:
il ventinove è anonimo
e non celebra nulla.
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