Il mistero è caduto nella notte
come un tramonto sordo:
non ha lasciato che sbigottimento
nei nostri occhi vuoti.
Tutto questo tormento
dell'infinito resta un riflesso
e non deve far paura:
impazzire orientati
al silenzio del sole
è la nostra natura.
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mercoledì 9 settembre 2015
sabato 2 agosto 2014
Piazza Vittorio
Hai visto come solitarie stelle
brillano sopra la piazza d'argento?
Tale è la mia coscienza:
in questo tempo spento
mantengo ancora l'ardore d'esistere.
Nascosto nei cassetti dei miei occhi
c'è un vortice ribelle
che m'impone d'insistere.
Non ho mai ascoltato i tuoi tarocchi,
sono le carte stupide
che dicono pazzia
al primo inciampo della ragione.
Se la realtà è un sopruso agli anni luce
nego ogni limite ribadito,
e mi beffo del senso orizzontale
scrivendo lodi al portico infinito.
brillano sopra la piazza d'argento?
Tale è la mia coscienza:
in questo tempo spento
mantengo ancora l'ardore d'esistere.
Nascosto nei cassetti dei miei occhi
c'è un vortice ribelle
che m'impone d'insistere.
Non ho mai ascoltato i tuoi tarocchi,
sono le carte stupide
che dicono pazzia
al primo inciampo della ragione.
Se la realtà è un sopruso agli anni luce
nego ogni limite ribadito,
e mi beffo del senso orizzontale
scrivendo lodi al portico infinito.
sabato 1 settembre 2012
Giara
La spuma genera una giara d'ombra:
sei tu, superlativa nei tuoi fianchi,
che lasci scolar luce dai capelli,
serico gioco di sale e riflessi.
La risacca ti tiene alle caviglie
eppure la tua fortuna procede,
oltre i limiti imposti dal pudore
sta l'infinito esprimersi del corpo
che sovrasta il mare.
sei tu, superlativa nei tuoi fianchi,
che lasci scolar luce dai capelli,
serico gioco di sale e riflessi.
La risacca ti tiene alle caviglie
eppure la tua fortuna procede,
oltre i limiti imposti dal pudore
sta l'infinito esprimersi del corpo
che sovrasta il mare.
martedì 2 febbraio 2010
Mosca V
L’inverno espande un sorriso arancione
dal pallido celeste ch’è sul viso
del cielo. Siamo in nessuna stagione,
è anonimo il ventre del paradiso.
La prospettiva Virnàskava espone
il punto di fuga dell’infinito,
le auto si lanciano senza ragione
ed inseguono quel niente indicato.
Cammino su una nuvola di neve,
più umile, e vado in via dell’Immanenza
svaporando nella pressione lieve
che mi conduce a casa. Sono senza
la consistenza ingombrante del peso.
E Mosca, per me, balla un vuoto obeso.
22/11/2007
dal pallido celeste ch’è sul viso
del cielo. Siamo in nessuna stagione,
è anonimo il ventre del paradiso.
La prospettiva Virnàskava espone
il punto di fuga dell’infinito,
le auto si lanciano senza ragione
ed inseguono quel niente indicato.
Cammino su una nuvola di neve,
più umile, e vado in via dell’Immanenza
svaporando nella pressione lieve
che mi conduce a casa. Sono senza
la consistenza ingombrante del peso.
E Mosca, per me, balla un vuoto obeso.
22/11/2007
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