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domenica 9 agosto 2015

Didone

Io trattengo il fiato
ed attendo la morte,

tu cerchi le radici
per i porti ostili.

Siamo carni opposte
come il sole e la luna:

strappiamo brevi incontri
tra i veli dei crepuscoli

baciandoci veloci
sulle labbra di nuvola.

Poi torniamo assorti:
io ai miei passatempi,
tu ai tuoi studi.

sabato 9 maggio 2015

Haiku erotici

Seni si sporgono:
un pensiero nascosto
si posa sopra.

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Respiri forte,
nel crescendo ansante
mi sento dio.

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Gambe lunghe, tue,
s'annodano al mio collo:
io sono vortice!

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Urto toccante:
angelo d'alba e fiamma
mi hai turbato.

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Che cerchi a terra?
Desidèri improvvisi
del re rapace?

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Dolce la luce
che ti avvolge i fianchi:
luna da dietro.

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Mi rendi enorme:
montagna a dismisura
fino a sfiorarti.

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Spalanca il tempio
che arrossa i ciliegi:
è primavera!

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So cosa cola:
alla fonte del miele
lavo la bocca.

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Quando erba morbida
bagna il prato di te,
io entro dentro.

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L'ape alle labbra
sbircia il fiore che oscilla,
insetto ansioso!

sabato 20 settembre 2014

Farfalla

Ho scelto te
perché il tuo viso è una montagna
di chine delicate,

precipizio di labbra
che cadono su seni
di neve e vampe.

La papilionide più colorata
saprà accompagnarmi
attraverso la vita:

nudi siamo felici,
mai voliamo incerti.

giovedì 26 giugno 2014

La prima rosa

La prima rosa
è un palloncino
e ascende ansiosa
tra nubi in lino

cambia ogni cosa
nel suo cammino,
stelo da sposa
volto divino.

Col suo colore
di labbra e pelle
cura il pallore

di luna e stelle,
e all'alba un fiore
la notte espelle.

lunedì 9 giugno 2014

Estate II

Mi arrampico avido sull'obelisco
che alto sorride sul tuo ombelico:
posso sfiorare il sole,
mettere il dito nel caldo accogliente
del varco che squarcia il centro del cielo
e tutto il resto annienta.
Sembra facile amare,
invece è la domanda più difficile:
se ho avuto la risposta sulle labbra
è rimasta appesa per la paura.
Perciò tanti in estate
nell'intensa calura
preferiscono fare
le parole crociate.

mercoledì 12 dicembre 2012

Bosnia

In primavera la terra si gonfia
protesa come un seno
morbida come labbra
tutta irsuta di fiori
e accesa di luce.
Lei illude gli uomini di un infinito
senza ruvidi inverni,
dove, di nascosto, sgorga acqua limpida
e la frutta fa festa.
Intanto l'aria si attiva
verso una stupida natura estiva,
intrisa di mattine
impregnata di prugna
in un cielo che supera lo sguardo
e attraversa i tramonti.

mercoledì 16 maggio 2012

Circonciso

Quando ti sento respirare accanto

tanto affamata d'anime
come polvere di eternit

verso di te ho un atteggiamento ambiguo,
signora depressione.

Sei la presenza fuori dalla porta
un cielo basso che preme alle tempie

lo sguardo della gatta alla finestra
gli occhi sfuggenti in strada, nella folla
che non ha più lavoro,

la passante che mi indica
dandomi dell'ebreo.

Mia cara, son bello perché diverso,
così i tuoi insulti mi eccittano
non mi rendono isterico!

Tu mi telefoni tre volte al giorno,
sento il suono dell'ansia,
ma non rispondo alla nebbia di sabato.

Condividiamo la stessa passione:
la notte sconfinata
che avvolge intere estati
o che in inverno decapita i giorni
mentre la città uccide silenziosa.

E tra di noi passa, da bocca a bocca,
una risata ruvida come il bacio
che morde le mie labbra
ora che sono vero.

Mi ferisco da me,
lo faccio per sentirmi almeno vivo,
provocandomi un dolore che anticipi
quella parola che ti caccerà:

grazia. Lei mi giustifica
ignorando il compito della morte,

lei mi ha circonciso quando ero piccolo
per salvarmi da adulto.

martedì 24 aprile 2012

Fin da quando ero bambino

Evviva, mi hanno ammesso in manicomio:
fin da quando ero bambino ho sognato
di essere un uomo libero.
Poi sono fuggito dalla finestra
con il mio documento da malato
mischiandomi ai normali, nell'orchestra
che, come fa la notte,
talvolta esalta o copre l'ululato
di un individuo che ambisce alla luna.
Non so se sono un essere sbagliato:
mi affido alla fortuna,
alla ricerca di labbra, albe morbide
a cui cantare iperboli e parole
nel vetro del mattino.
E se tra nubi torbide mi sveglio
è perché penso a te:
l'acqua nei tuoi occhi mi farebbe salvo,
e mi fa stare meglio
la sanità mentale nei tuoi seni,
come se non fossi pazzo davvero
o il giorno non mi facesse più paura
con la sua indifferenza.

martedì 19 luglio 2011

Autoritratto

Vorrei essere uno scheletro
un punto interrogativo allo specchio,
sembrare malato e autosufficiente

inadatto alla carne e alla sporcizia.
Con il naso affilato

proiettare tristezza sulle strade,

con l'ombra della barba sul mio viso
 
coprire le parole sulle labbra.
E sussurrare ti amo

come il volo di trecento farfalle

che si posano, improvvise, in silenzio.

Mi hanno tranciato le ali
e puoi toccarne ancora i moncherini.
Mi vedi? Nudo e pallido
sembro candore oppure solitudine?

Io non svelo i segreti delle ciglia

se non i miei occhi, grandi come pugni.

L'unico vezzo è la nobiltà delle

gambe mentre mi allontano di schiena,

ma spero sempre che lei non capisca

la mia stessa distanza dal mio corpo.

sabato 16 luglio 2011

Colpa

Mi sono rifugiato
nel punto più lontano
dal tuo sguardo impaurito
per le mie perversioni.
Spogliata, magra e gracile,
nella mia intimità
strappai petali dalla
tua carne luminosa,
per raggiungere il sole
che illumina le schiene,
e spiegargli all’orecchio
che afferrai nel mio sonno
gambe ansimanti con il mento alzato.
E’ accaduto stanotte,
una menzogna estiva:
ho aperto gli occhi con accanto un angelo
ed ero solo;
perdona le mie mani immaginarie,
scorda la presunzione
delle labbra di nuvola,
se un vento misterioso
ha scaldato il tuo letto.
Con che pudore il mare,
simile al senso di colpa che incombe,
nasconde le sirene dell’inconscio,
tue imitatrici.
Ora sfoglio il giornale,
mi chiedo dove sei,
piego lo sguardo
e non vedo alcun vestito,
ma la sabbia su cui hai sdraiato il seno,
signora dei miei sogni.
E’ inevitabile
il mio impatto con te.

martedì 5 aprile 2011

Senza titolo

Il tuo seno, l'unica curva del mondo,
cadendo dalle labbra si è disteso
ed io ho nascosto le mie dita in fondo
al tuo respiro. Il fiume inquieto ha atteso

il mio amore nell'acqua. Più profonda
stava questa estate, in cui sono sceso
e mi hai avvolto. Tutto si è fatto sponda
per la corrente, il contrario del peso.

Finché alla foce, noi due all'improvviso
zitti su labbra di sabbia e di sale.
Ascolta il vento: vibra una minaccia

d'autunno, un canto di lacrime, un muso
di temporale con lunghe braccia.
Per noi a settembre non esiste morte.