Oggi sorgerà il sole oppure tu?
Ti sei accordata con l'astro lucente
che rende l'aria burro?
Qualunque viso esulti
del mio amore il colore non cambia:
alla bellezza s'accosta l'azzurro.
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lunedì 3 agosto 2015
domenica 19 maggio 2013
Caverna a cielo aperto
Questo sole assoluto
è la più grande assenza
cha sia nato o caduto
non mi fa differenza
se ogni cosa si alterna
senza potersi opporre
alla morte materna
il mio pensiero corre
con enorme stupore:
non riesco a disegnare
nel vuoto del colore
una fine da fare.
è la più grande assenza
cha sia nato o caduto
non mi fa differenza
se ogni cosa si alterna
senza potersi opporre
alla morte materna
il mio pensiero corre
con enorme stupore:
non riesco a disegnare
nel vuoto del colore
una fine da fare.
martedì 23 aprile 2013
Acquarelli
(Poesie inserite in un catalogo, distribuito anche in inglese, di 330 acquarelli di artisti europei e brasiliani in occasione dell'evento 'FabrianoinAcquarello - Fabriano in Watercolour 2013' organizzato dalla InArte di Anna Massinissa).
I.
Il cielo è lo spettatore magnifico
le cui schegge ci strappano lo sguardo
gli uomini colgono luce da terra
perché il colore ha potere salvifico:
nudo, disteso, gravido
come un ventre di donna,
mentre piogge invisibili
fanno la carta fertile.
L. Allegrini
II.
Il fiume Giano,
come dio dei vuoti,
esorta cose semplici
a farsi miracolo.
Da acqua e fibre,
regali di cielo e terra:
vuota, nuda,
preziosamente
inviolata come Eva,
la bianca carta.
L’artista
che dissacra
per suo piacere,
in agognata frenesia,
vi sparge l’immaginato
sfregando setole
su tazze d’acqua e colori
rubati alle infinite gradazioni
del conosciuto.
Forme, della sua realtà,
sul foglio vede mutate
come betulle specchiate
in un lago increspato.
Si manifesta un prodigio.
Mauro Allegrini
I.
Il cielo è lo spettatore magnifico
le cui schegge ci strappano lo sguardo
gli uomini colgono luce da terra
perché il colore ha potere salvifico:
nudo, disteso, gravido
come un ventre di donna,
mentre piogge invisibili
fanno la carta fertile.
L. Allegrini
II.
Il fiume Giano,
come dio dei vuoti,
esorta cose semplici
a farsi miracolo.
Da acqua e fibre,
regali di cielo e terra:
vuota, nuda,
preziosamente
inviolata come Eva,
la bianca carta.
L’artista
che dissacra
per suo piacere,
in agognata frenesia,
vi sparge l’immaginato
sfregando setole
su tazze d’acqua e colori
rubati alle infinite gradazioni
del conosciuto.
Forme, della sua realtà,
sul foglio vede mutate
come betulle specchiate
in un lago increspato.
Si manifesta un prodigio.
Mauro Allegrini
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