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sabato 9 maggio 2015

Haiku erotici

Seni si sporgono:
un pensiero nascosto
si posa sopra.

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Respiri forte,
nel crescendo ansante
mi sento dio.

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Gambe lunghe, tue,
s'annodano al mio collo:
io sono vortice!

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Urto toccante:
angelo d'alba e fiamma
mi hai turbato.

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Che cerchi a terra?
Desidèri improvvisi
del re rapace?

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Dolce la luce
che ti avvolge i fianchi:
luna da dietro.

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Mi rendi enorme:
montagna a dismisura
fino a sfiorarti.

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Spalanca il tempio
che arrossa i ciliegi:
è primavera!

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So cosa cola:
alla fonte del miele
lavo la bocca.

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Quando erba morbida
bagna il prato di te,
io entro dentro.

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L'ape alle labbra
sbircia il fiore che oscilla,
insetto ansioso!

martedì 16 dicembre 2014

Edgar Allan Poe

Destinati a odiarci come cani
beviamo il vino d'inverni amabili

sotto tetti di nuvole di latta
in bicchieri di fiamma nelle mani,

raccontandoci storie inconfessabili
e osservando la danza della gatta:

tieni anche tu nel cranio l'orrore?
Ho un solo passatempo: l'ossessione,

come un topo che rosicchia un fiore
e s'annida in un buco di ragione

per uscire ad uccidersi con noi
nella laida realtà senza eroi.

venerdì 14 novembre 2014

Fiore carnivoro

Nel tuo fiore carnivoro
io sono solo mosca
posata sull'ossimoro
di bellezza e violenza,

dell'essere al mondo
esse danno l'essenza
inghiottendosi a fondo
come il verme e la pesca

si scambiano i ruoli
la trota e l'acqua fresca
e tutta la natura
io spero mi consoli.

giovedì 26 giugno 2014

La prima rosa

La prima rosa
è un palloncino
e ascende ansiosa
tra nubi in lino

cambia ogni cosa
nel suo cammino,
stelo da sposa
volto divino.

Col suo colore
di labbra e pelle
cura il pallore

di luna e stelle,
e all'alba un fiore
la notte espelle.

domenica 26 maggio 2013

Nuvola

Sorridi e cade una goccia di sole
sul bianco di lentiggini stellato
quando la tua vita sonora vuole
fiorire in buffe frasi su di un prato:

così appare Parigi in questo maggio
dedicato alla rinnovata età
di un fiore che ravviva ogni tendaggio,
ombelico di petali e irrealtà.

Anch'io vorrei avere occhi deformanti
creativi come le api con la cera,
veder sbocciare le storie degli uomini

che le strade affollano assordanti
in tutte le città che, lieve, domini,
ma non so se sei nuvola o sei vera.

martedì 1 maggio 2012

Gli ultimi giorni di maggio

Bel fiore insoddisfatto
appassisci alla sera
invece di inventare nuove notti
di gambe nude e di passi veloci:
dovresti amare il tuo orgasmo superbo
rivoluzione dentro tanto niente.
In questo deserto di anime inferme
in fila alla grande distribuzione
so cosa viene in mente
nella luce astiosa, nei volti lividi:
sembra così inutile tanta pioggia
sulle guance, le ferite e l'asfalto,
ed è andata la nostra libertà
se gli uomini hanno ucciso gli uccelli,
con i superstiti volati via
da questa ostilità per il futuro.
Non ci restano che le nostre mani
da riempire di oggetti,
ma potremmo biasimare la paura
dei nostri sogni fragili.
Hai il viso di una rosa
su uno scaffale al neon,
io vivo in occhi vitrei e tristi, torbidi,
e il mio ruolo non è la primavera.
Siamo negli ultimi giorni di maggio,
domani cadrà il cielo
e tu vorresti amarmi?

lunedì 31 maggio 2010

Stanotte dormo da te









Il tramonto cala con le sue tende
e i nostri occhi sorgono nel buio

immergo le mie mani nella terra
assaggio l'acqua della tua fontana.

La bocca beve da labbra di fiore
finché dai polsi mi penetra un fiume,

il mio sonno sarà sul lago bianco
sopra un seno ed un dorso di foglia.

Con i piedi appoggiati a un cielo morbido
spegnerò la lampada della luna,

risorta dopo una pioggia improvvisa
su un argenteo lenzuolo di cirri.

martedì 2 febbraio 2010

Ex-Fiore

Con quanta fretta
te ne sei andata.
Come lo scatto che spegne la lampada.

Dammi una sigaretta – poi, m’hai detto.
Bianca brillava la tua pelle elettrica benché offesa dal mio fumare di uomo.

Disperato – io - disfatto. La tua assenza
fu abisso di spasmi che chiamai “chiesa”.
Un decaduto apostata d’amore, un vile infilato in infime tane.

Inutile inquilino è un dio dolore
per la finestra invaso dai silenzi:
il salotto sta muto, il letto zitto, la tempia tutta nell’orologio orrido.
Simili a lame i miei libri allineati,
nessun odore ne impregna le pagine.

La pioggia inesistente ricolma una speranza di grondaie.
La palazzina pesa col suo niente s’uno sciame di lacrime e capelli,
compagna e cagna del mio nulla nubile.

Io - di fatto - fischietto una presenza, questo tipo di non-tu. La catarsi
fata mia è finita, direi: A mai più.

Potrei essere eroe del sorriso, e senza
Bere! Solo, nello specchio. GUARDARSI,
per trovarvi occhi davvero aderenti
ai concetti ch’avevi intorno ai 20:
anni di volontà ludiche e nude,
anni di sillabe fagocitanti
dai futuri infiniti, con la mente su ogni male di tenero calore.

È accaduto, ho perduto un’esistenza.

Voglio una sigaretta.
Vedi alla voce: “ex-fiore”.
Vado di nuovo a capo,
ma senza fretta.

24/03/2008