Quando bevo, qui vorrei avervi
per affidarvi i miei lampi malati
e acrobatici teoremi errati!
Solo per dissuadervi
dalle moine di un regno finto
arreso ad atri, mediocri architetti
corrotto da orrende scie, sospetti
che lo hanno avvinto.
Vorrei amarvi con tutto me stesso,
numerosi ed immensi come gli astri
siete, dietro al vetro
di finestre e paure, fratellastri
nell'impastare statue di amplesso
nel crepuscolo tetro.
Nel tempo ad incastri,
non ho scelto di vivere adesso
mentre l'umanità torna indietro.
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domenica 30 novembre 2014
Decadenza
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martedì 13 agosto 2013
Kebap
Un'esistenza piena
è una parabola che torna a terra,
ecco la vita esposta al funerale
nella gravità ineluttabile
degli oltre novant'anni:
la base si restringe presto in punto
per poi sparire inesorabilmente
nella calca dei loculi.
La notte stessa
- uscendo dal museo della disgrazia -
un mio amico mordeva un kebap
sperando di addentare una risposta.
Si chiedeva se la felicità
sia balzare più in alto degli altri
oppure una balistica armoniosa
(o la salsa allo yogurt),
propendendo per la seconda ipotesi
cioè l'arcobaleno.
Io - appeso appena a uno sgabello,
sulle spalle le quattro del mattino -
temevo la città e il suo precipizio
senza fantasia ma pieno di paure:
nelle ore irrilevanti
non penso che alla morte.
è una parabola che torna a terra,
ecco la vita esposta al funerale
nella gravità ineluttabile
degli oltre novant'anni:
la base si restringe presto in punto
per poi sparire inesorabilmente
nella calca dei loculi.
La notte stessa
- uscendo dal museo della disgrazia -
un mio amico mordeva un kebap
sperando di addentare una risposta.
Si chiedeva se la felicità
sia balzare più in alto degli altri
oppure una balistica armoniosa
(o la salsa allo yogurt),
propendendo per la seconda ipotesi
cioè l'arcobaleno.
Io - appeso appena a uno sgabello,
sulle spalle le quattro del mattino -
temevo la città e il suo precipizio
senza fantasia ma pieno di paure:
nelle ore irrilevanti
non penso che alla morte.
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