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venerdì 23 gennaio 2015

Margot

Hai il pudore ai piedi
pieghi lo sguardo per non calpestarlo,
ingenua non ti chiedi
se il tuo viso è sceso nel mio impaccio:

perché nient'altro che il tuo vuoto vedi
nel rito piatto e chiassoso del sabato,
tu nella luce siedi
col tuo violento abito.

Alzarti il mento chino
sarebbe come sollevare il vento
che mischia occhi e pianeti,

perciò annego la notte nel vino
mentre evito a stento
che il desiderio di te si disseti.

sabato 1 settembre 2012

Giara

La spuma genera una giara d'ombra:
sei tu, superlativa nei tuoi fianchi,
che lasci scolar luce dai capelli,
serico gioco di sale e riflessi.

La risacca ti tiene alle caviglie
eppure la tua fortuna procede,
oltre i limiti imposti dal pudore
sta l'infinito esprimersi del corpo

che sovrasta il mare.

sabato 16 luglio 2011

Colpa

Mi sono rifugiato
nel punto più lontano
dal tuo sguardo impaurito
per le mie perversioni.
Spogliata, magra e gracile,
nella mia intimità
strappai petali dalla
tua carne luminosa,
per raggiungere il sole
che illumina le schiene,
e spiegargli all’orecchio
che afferrai nel mio sonno
gambe ansimanti con il mento alzato.
E’ accaduto stanotte,
una menzogna estiva:
ho aperto gli occhi con accanto un angelo
ed ero solo;
perdona le mie mani immaginarie,
scorda la presunzione
delle labbra di nuvola,
se un vento misterioso
ha scaldato il tuo letto.
Con che pudore il mare,
simile al senso di colpa che incombe,
nasconde le sirene dell’inconscio,
tue imitatrici.
Ora sfoglio il giornale,
mi chiedo dove sei,
piego lo sguardo
e non vedo alcun vestito,
ma la sabbia su cui hai sdraiato il seno,
signora dei miei sogni.
E’ inevitabile
il mio impatto con te.