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domenica 20 settembre 2015

Torino 2015

 (Non scrivere gatto se non l'hai nel sacco)

Torino, quanto tempo!
Forse sei stata un cerchio,
sicuramente sei stata importante
come un lungo capitolo.
Me ne vado a cavallo
di un colpo di vento:
così esile è il mio significato
che non ho casa.

venerdì 23 gennaio 2015

Margot

Hai il pudore ai piedi
pieghi lo sguardo per non calpestarlo,
ingenua non ti chiedi
se il tuo viso è sceso nel mio impaccio:

perché nient'altro che il tuo vuoto vedi
nel rito piatto e chiassoso del sabato,
tu nella luce siedi
col tuo violento abito.

Alzarti il mento chino
sarebbe come sollevare il vento
che mischia occhi e pianeti,

perciò annego la notte nel vino
mentre evito a stento
che il desiderio di te si disseti.

domenica 2 novembre 2014

Senza titolo

Tutte le ultime generazioni
fanno sogni smodati:

hanno la forma fiera del cavallo
per correre più rapidi del tempo

e se svaniscono come fa il vento
rimane un muro muto,

un futuro perduto
un presente negletto.

https://www.youtube.com/watch?v=Z8PIGWF-Tj4

venerdì 12 settembre 2014

Attesa

Sto aspettando il vento
che travolga d'odori la mia pelle:
come dell'onda causa l'erezione
così può farsi sibilo,
fra tutte le fessure che separano
i corpi, intenti a fare
ciò che è preferibile non chiamare
apogeo, prima che l'ora diafana
ignudi il cavolfiore
con gli artigli lepidi per l'ansia.
Dea, è impronunciabile
questa attesa di te.

martedì 20 maggio 2014

Sputi

C'è chi scrive poesie
per essere adulato

io amo il colpo di vento
che sconvolge le foglie.

I versi sono vivi
anche senza di me

ognuno può prescindermi,
sono fatto di sputi

esisto appena il tempo
di una pioggia copiosa.

sabato 6 luglio 2013

Bagnanti

Una foresta di fertilità
è l'estate dai petali cadùchi,
che fa fiorire fianchi rigogliosi e imperfetti:
pelli bianche di sambuchi
o annerite dal sole come ulivi,
dipinte dal gioioso dio diabolico
dei bagnanti, che restano in attesa
di nuove pesche, fresche da assaggiare,
nella dolce corrida tra metà.
Nella seconda parte del mio stare
noto come corpi opposti si accoppino,
senza badare alle pubblicità
di ideali emaciati, dunque effimeri.
Siamo in molti ad amare questa vita
e in inverno torna la verità,
ma adesso possiamo spogliarci
per battere il petto col sole
per farci abbracciare dall'acqua
e farci baciare dal vento.

martedì 9 aprile 2013

Bagno Turco

Se un vento caldo abbraccia il mondo
se ci bagnamo nell'aria afosa
basta il verso di un poeta.

Il turco Hikmet guardava al sentimento
universale dell'amore:
un esempio di vate
mentre i riflessi del Bosforo fanno
danzare le colline di Istanbul,
creando caos e non gioia.

L'uguaglianza mortifica le ambizioni:
è questo il più grande errore dell'uomo
e non si può correggere,
come certifica anche il fallimento
dei sussidi statali.

E' la verità che rende il santo asceta,
che umilia l'umiltà,
che dilania il dialogo,
e offendendo la ragione
ci deposita, alla fine, nudi e soli.


domenica 9 dicembre 2012

Avvento

Luci di Natale per tempi bui
danzatrici ipocrite nella crisi
ci scalda lo strusciarsi dei sorrisi
nella coltre di brusio e umidità.
La tradizione esiste e io, malinconico,
spio sotto le palpebre delle donne
quando, reclinate, cercano il vento
che sferza le caviglie.
Da tempo non vedo l'utilità
del Capodanno che si ripropone:
regalatemi un cane
che aggredisca il presente
per colpire il passato.
Vi siete interrogati sul perché
gli inglesi amino la propria regina?

lunedì 7 maggio 2012

Presenza

Oggi non sei passata:

c'è un'enorme voragine nell'aria
i palazzi si sono allontanati

il cielo scuote le nuvole tronfie
palpebre gonfie di freddo e amarezza

la terra trema all'assenza magnetica
non si emancipa mai da un suolo servo

non consola alcun elettrodomestico

tutto si mischia senza il tuo respiro
(in un sinistro e irreale rumore)

e io dai difetti costretto al battito
in gabbia nel mio stomaco per ore.

Il mondo è grande, posso rallegrarmene,

ma il limite della tua pelle amplia
dell'universo la circonferenza,

o fa contrarre le punte del corpo
come se mi riparassi dal tuono

spogliato come un narciso sconfitto:

lo spazio picaro che ci separa
imita l'ordine che uccide gli uomini.

Spero che dal soffitto
cada una goccia del tuo odore dolce

che coli dal petto fino all'amplesso
come quando, cercando con le mani

i segreti della vita dell'altro,
abbiamo riso sino a tardi con Eros

spegnendo il vento col fuoco. Domani
cerco la stessa pace.

martedì 19 aprile 2011

Pausa pranzo

Il vento sfoglia veloce le pagine
ed è già maggio sui cieli d'aprile,
il tempo vola quando si lavora,
dice la pecora a sera all'ovile.
Ma la musica non si ascolta più
volar nel blu dipinto di blu.
Però ora so l'ansia che mi divora,
volar nel blu e poi poter partire
sparire lassù nella pausa pranzo.

martedì 5 aprile 2011

Senza titolo

Il tuo seno, l'unica curva del mondo,
cadendo dalle labbra si è disteso
ed io ho nascosto le mie dita in fondo
al tuo respiro. Il fiume inquieto ha atteso

il mio amore nell'acqua. Più profonda
stava questa estate, in cui sono sceso
e mi hai avvolto. Tutto si è fatto sponda
per la corrente, il contrario del peso.

Finché alla foce, noi due all'improvviso
zitti su labbra di sabbia e di sale.
Ascolta il vento: vibra una minaccia

d'autunno, un canto di lacrime, un muso
di temporale con lunghe braccia.
Per noi a settembre non esiste morte.

lunedì 12 aprile 2010

Mare e grano

Sei la perfezione del mare.

Ed io, l’errore delle onde,

con mani di spume impazzite

getto vento sulla scogliera,

e così costringo la terra

alla tua curvatura dolce,

lo zenit d’azzurro disteso

sotto la cortina del cielo,

che svela un inguine di luce

dentro lo specchio parallelo

che assomiglia alla mia mente.

Proprio mentre il sole m’assorbe

e il grano cresce.

martedì 2 febbraio 2010

Mosca III

Il cirillico urla un volgare smalto
sulle sue lunghe unghie lame di vento.
Lei muove le dita di bianco asfalto
e sola sa la linea del cemento,

la quale divide dal cielo i fianchi
in dieci milioni di gambe, e sente
calare la vodka dagli occhi stanchi,
la solitudine del continente.

Bellissima ma pure disperata,
di monili in metallo rilucente,
d’inverno, sui suoi tacchi, l’ho incontrata

e lei m’ha preso inesorabilmente,
col ghigno di ghiaccio, e la luce fosca,
quella bellezza macabra di Mosca.

16/10/2007