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sabato 26 settembre 2015

Aylan

La persona sarei migliore al mondo
se piangessi quel sangue
che mi bagna i piedi.

La vita è veloce,
la sua fu così corta
che chiedo: dio che diavolo facesti
lasciandolo affogare?
Era davvero necessario mettere
un mare tra le bombe e quel bambino?

Nascosto nella solita attenuante
dell'errore umano
nella tempesta tuoni:
ecco la cattiveria degli uomini!
Io invece vedo la nostra miseria
blandita dalle onde.

venerdì 28 agosto 2015

Senza titolo



Mi spaventa questa tua solitudine
di nuvole parlanti:
senza piedi per terra la morale
accusa l’amore di debolezza.

Se il futuro recide
la mannaia ha un sorriso scintillante,
ma posso imparare a soffrire
brillando bene.

L’unico rischio resta
una morte precoce:
la grande predatrice
ci vuole vivi.

venerdì 23 gennaio 2015

Margot

Hai il pudore ai piedi
pieghi lo sguardo per non calpestarlo,
ingenua non ti chiedi
se il tuo viso è sceso nel mio impaccio:

perché nient'altro che il tuo vuoto vedi
nel rito piatto e chiassoso del sabato,
tu nella luce siedi
col tuo violento abito.

Alzarti il mento chino
sarebbe come sollevare il vento
che mischia occhi e pianeti,

perciò annego la notte nel vino
mentre evito a stento
che il desiderio di te si disseti.

mercoledì 27 agosto 2014

Cala luna

Il tuo viso si vede
dove la cala sfuma nell'oleandro,

i tuoi passi hanno aperto la pietra
e il sole spaventato

ha nascosto la testa nello stagno,
facendoti vetrina di riflessi

nell'azzurro spezzato.
Bisbiglìo selvaggio,

anche la vespa cammina sulla pelle
con passo deferente.

Sei grandi occhi guardano
i tuoi bei piedi bianchi,

i tuoi seni aspri sono cavità
di lunghe lingue d'acqua:

la bellezza è uno spettacolo vacuo
che sta zitto sotto un cielo d'arselle,

la notte ha morso la luna calcarea
per farne la tua orma.

giovedì 5 giugno 2014

Maschera

Il volto delicato
che avevo tra le mani

è una maschera e incombe
da tutte le pareti:

pugnali bianchi i piedi
che indossi come piume,

sei il suono costante
nel coro dei rumori,

la pistola alla tempia
dolce come cianuro,

predatrice dell'anima
padrona della mente

ho lo stomaco fragile
e la tenia nella testa.

I tuoi occhi acqua limpida
nella vita inquinata,

per non telefonarti
ho ingoiato il tuo numero:

ti vorrei domandare
come si ferma un fiume.

sabato 30 aprile 2011

Sposa

Ti ho vista nuda e ho capito chi eri:
luna nella notte e sole al mattino,
meato da cui origina l'oceano
apertura fertile della terra.

Danzano i tuoi piedi sulla fune
bianchi come le spume che si annodano,
legandoti alla vita l'orizzonte
che trascini tale a un velo nuziale.

Ti ho vista senza maschera e ho capito
dove s'illumina il dito di dio.