Tavolara aspettavi
che ti vedessi ancora,
schiena di stegosauro
che protegge la costa
con la sua mole assurda
di calcare ed euforbie!
Senti il suono dell'acqua?
Argomenta distanze
sussurrando alle rive.
Sono passati anni,
oltre cento vittorie
e altrettante sconfitte:
ora sono più blu,
come le onde salse e malinconiche
in cui affondi le zampe di granito
da prima del mio tempo.
Perciò ti sembro impassibile
di fronte alla profondità del cielo:
ho accettato la lotta
per avere una vita,
se tu fossi un altare
potrei farla finita.
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giovedì 28 agosto 2014
Cosmogonia
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mercoledì 27 agosto 2014
Cala luna
Il tuo viso si vede
dove la cala sfuma nell'oleandro,
i tuoi passi hanno aperto la pietra
e il sole spaventato
ha nascosto la testa nello stagno,
facendoti vetrina di riflessi
nell'azzurro spezzato.
Bisbiglìo selvaggio,
anche la vespa cammina sulla pelle
con passo deferente.
Sei grandi occhi guardano
i tuoi bei piedi bianchi,
i tuoi seni aspri sono cavità
di lunghe lingue d'acqua:
la bellezza è uno spettacolo vacuo
che sta zitto sotto un cielo d'arselle,
la notte ha morso la luna calcarea
per farne la tua orma.
dove la cala sfuma nell'oleandro,
i tuoi passi hanno aperto la pietra
e il sole spaventato
ha nascosto la testa nello stagno,
facendoti vetrina di riflessi
nell'azzurro spezzato.
Bisbiglìo selvaggio,
anche la vespa cammina sulla pelle
con passo deferente.
Sei grandi occhi guardano
i tuoi bei piedi bianchi,
i tuoi seni aspri sono cavità
di lunghe lingue d'acqua:
la bellezza è uno spettacolo vacuo
che sta zitto sotto un cielo d'arselle,
la notte ha morso la luna calcarea
per farne la tua orma.
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