Vorrei essere uno scheletro
un punto interrogativo allo specchio,
sembrare malato e autosufficiente
inadatto alla carne e alla sporcizia.
Con il naso affilato
proiettare tristezza sulle strade,
con l'ombra della barba sul mio viso
coprire le parole sulle labbra.
E sussurrare ti amo
come il volo di trecento farfalle
che si posano, improvvise, in silenzio.
Mi hanno tranciato le ali
e puoi toccarne ancora i moncherini.
Mi vedi? Nudo e pallido
sembro candore oppure solitudine?
Io non svelo i segreti delle ciglia
se non i miei occhi, grandi come pugni.
L'unico vezzo è la nobiltà delle
gambe mentre mi allontano di schiena,
ma spero sempre che lei non capisca
la mia stessa distanza dal mio corpo.
Visualizzazione post con etichetta ciglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ciglia. Mostra tutti i post
martedì 19 luglio 2011
Autoritratto
Etichette:
ali,
autoritratto,
ciglia,
corpo,
distanza carne,
gambe,
labbra,
moncherino,
nudo,
occhi,
poesia,
scheletro,
schiena,
segreti
martedì 24 maggio 2011
Scirocco
E' inutile che tenti di cambiarmi
è già accaduto tutto:
non cedo più alle lusinghe della notte,
ma quando il vento di scirocco sveste
la chioma luminosa dell'azzurro
cerco riparo all'ombra
delle tue ciglia.
è già accaduto tutto:
non cedo più alle lusinghe della notte,
ma quando il vento di scirocco sveste
la chioma luminosa dell'azzurro
cerco riparo all'ombra
delle tue ciglia.
Iscriviti a:
Post (Atom)