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sabato 9 maggio 2015

Haiku erotici

Seni si sporgono:
un pensiero nascosto
si posa sopra.

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Respiri forte,
nel crescendo ansante
mi sento dio.

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Gambe lunghe, tue,
s'annodano al mio collo:
io sono vortice!

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Urto toccante:
angelo d'alba e fiamma
mi hai turbato.

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Che cerchi a terra?
Desidèri improvvisi
del re rapace?

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Dolce la luce
che ti avvolge i fianchi:
luna da dietro.

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Mi rendi enorme:
montagna a dismisura
fino a sfiorarti.

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Spalanca il tempio
che arrossa i ciliegi:
è primavera!

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So cosa cola:
alla fonte del miele
lavo la bocca.

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Quando erba morbida
bagna il prato di te,
io entro dentro.

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L'ape alle labbra
sbircia il fiore che oscilla,
insetto ansioso!

domenica 8 marzo 2015

Senza titolo

La donna s'addormenta
sopra il petto spazioso

nuda nella tormenta,
dentro il letto ventoso

e mi spaventa
dovermi fare frammento radioso:

la mia morale stenta,
non ne vado orgoglioso.

Lei quando s'alza scuote il pensiero:
ché riflessa nei fianchi sta la stanza


come cadesse in cielo
invertendo il verso della luce,

mentre l'odore danza,
acre amore e mistero.





sabato 6 luglio 2013

Bagnanti

Una foresta di fertilità
è l'estate dai petali cadùchi,
che fa fiorire fianchi rigogliosi e imperfetti:
pelli bianche di sambuchi
o annerite dal sole come ulivi,
dipinte dal gioioso dio diabolico
dei bagnanti, che restano in attesa
di nuove pesche, fresche da assaggiare,
nella dolce corrida tra metà.
Nella seconda parte del mio stare
noto come corpi opposti si accoppino,
senza badare alle pubblicità
di ideali emaciati, dunque effimeri.
Siamo in molti ad amare questa vita
e in inverno torna la verità,
ma adesso possiamo spogliarci
per battere il petto col sole
per farci abbracciare dall'acqua
e farci baciare dal vento.

martedì 2 febbraio 2010

Mosca III

Il cirillico urla un volgare smalto
sulle sue lunghe unghie lame di vento.
Lei muove le dita di bianco asfalto
e sola sa la linea del cemento,

la quale divide dal cielo i fianchi
in dieci milioni di gambe, e sente
calare la vodka dagli occhi stanchi,
la solitudine del continente.

Bellissima ma pure disperata,
di monili in metallo rilucente,
d’inverno, sui suoi tacchi, l’ho incontrata

e lei m’ha preso inesorabilmente,
col ghigno di ghiaccio, e la luce fosca,
quella bellezza macabra di Mosca.

16/10/2007