Visualizzazione post con etichetta autunno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta autunno. Mostra tutti i post

domenica 26 aprile 2015

Il partigiano

Ora che aprile è libero
posso dire del vento

che le cime del cielo accarezzò
piegando l'erba con vecchi scarponi:

devo la vita alla disciplina
che mi coprì le spalle,

danzai sui monti al ritmo della morte
sulla bocca profonda della valle,

il mio fazzolo era sangue al sole
e scintillava fiero di sudore,

a passo allineato di colonna
cantava vita con tutto il mio petto

sognando che nel culo della notte
si potesse dormire in una gonna.

Io sono l'eroe pronto a morire
tra le braccia spinose dei cespugli!

Ne abbiam seminati di compagni
per farne il bosco del nostro avvenire;

io stesso ero convinto che le croci
sarebbero mutate in alti faggi

non appena le voci
fossero tornate in libertà.

Vidi fucili come astute serpi
sibilar fuoco attraverso le foglie,

sentii il rumore sordo tra gli sterpi
dell'uomo che precipita nel piombo,

il grido di granate
inghiottire il ronzio delle vespe

mentre sparavo a divise uncinate
pensando alle lepri;

dai treni merci liberai farfalle
per restituirle ai fiori,

c'era un popolo di farfare gialle
ad aspettarle fuori.

Un dì scendemmo in fila dai sentieri
trasportati dai pollini,

nelle ferite i nostri desideri
rossi come torrenti in autunno;

piantammo la bandiera
nella fronte tronfia della città:

avevamo il coraggio,
la verità.

domenica 2 novembre 2014

Nebbia

La nebbia di mattina
è la piaga della notte
che giace ammalata

questa città annega
nella dolce caligine
di un nuovo autunno

e il silenzio dispiega
la lingua lungo il viale
umettando il deserto

quando due fari illuminano
il mio grande sconcerto
perché so di esistere.

martedì 5 aprile 2011

Senza titolo

Il tuo seno, l'unica curva del mondo,
cadendo dalle labbra si è disteso
ed io ho nascosto le mie dita in fondo
al tuo respiro. Il fiume inquieto ha atteso

il mio amore nell'acqua. Più profonda
stava questa estate, in cui sono sceso
e mi hai avvolto. Tutto si è fatto sponda
per la corrente, il contrario del peso.

Finché alla foce, noi due all'improvviso
zitti su labbra di sabbia e di sale.
Ascolta il vento: vibra una minaccia

d'autunno, un canto di lacrime, un muso
di temporale con lunghe braccia.
Per noi a settembre non esiste morte.