Sto aspettando il vento
che travolga d'odori la mia pelle:
come dell'onda causa l'erezione
così può farsi sibilo,
fra tutte le fessure che separano
i corpi, intenti a fare
ciò che è preferibile non chiamare
apogeo, prima che l'ora diafana
ignudi il cavolfiore
con gli artigli lepidi per l'ansia.
Dea, è impronunciabile
questa attesa di te.
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venerdì 12 settembre 2014
mercoledì 16 maggio 2012
Circonciso
Quando ti sento respirare accanto
tanto affamata d'anime
come polvere di eternit
verso di te ho un atteggiamento ambiguo,
signora depressione.
Sei la presenza fuori dalla porta
un cielo basso che preme alle tempie
lo sguardo della gatta alla finestra
gli occhi sfuggenti in strada, nella folla
che non ha più lavoro,
la passante che mi indica
dandomi dell'ebreo.
Mia cara, son bello perché diverso,
così i tuoi insulti mi eccittano
non mi rendono isterico!
Tu mi telefoni tre volte al giorno,
sento il suono dell'ansia,
ma non rispondo alla nebbia di sabato.
Condividiamo la stessa passione:
la notte sconfinata
che avvolge intere estati
o che in inverno decapita i giorni
mentre la città uccide silenziosa.
E tra di noi passa, da bocca a bocca,
una risata ruvida come il bacio
che morde le mie labbra
ora che sono vero.
Mi ferisco da me,
lo faccio per sentirmi almeno vivo,
provocandomi un dolore che anticipi
quella parola che ti caccerà:
grazia. Lei mi giustifica
ignorando il compito della morte,
lei mi ha circonciso quando ero piccolo
per salvarmi da adulto.
tanto affamata d'anime
come polvere di eternit
verso di te ho un atteggiamento ambiguo,
signora depressione.
Sei la presenza fuori dalla porta
un cielo basso che preme alle tempie
lo sguardo della gatta alla finestra
gli occhi sfuggenti in strada, nella folla
che non ha più lavoro,
la passante che mi indica
dandomi dell'ebreo.
Mia cara, son bello perché diverso,
così i tuoi insulti mi eccittano
non mi rendono isterico!
Tu mi telefoni tre volte al giorno,
sento il suono dell'ansia,
ma non rispondo alla nebbia di sabato.
Condividiamo la stessa passione:
la notte sconfinata
che avvolge intere estati
o che in inverno decapita i giorni
mentre la città uccide silenziosa.
E tra di noi passa, da bocca a bocca,
una risata ruvida come il bacio
che morde le mie labbra
ora che sono vero.
Mi ferisco da me,
lo faccio per sentirmi almeno vivo,
provocandomi un dolore che anticipi
quella parola che ti caccerà:
grazia. Lei mi giustifica
ignorando il compito della morte,
lei mi ha circonciso quando ero piccolo
per salvarmi da adulto.
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martedì 19 aprile 2011
Pausa pranzo
Il vento sfoglia veloce le pagine
ed è già maggio sui cieli d'aprile,
il tempo vola quando si lavora,
dice la pecora a sera all'ovile.
Ma la musica non si ascolta più
volar nel blu dipinto di blu.
Però ora so l'ansia che mi divora,
volar nel blu e poi poter partire
sparire lassù nella pausa pranzo.
ed è già maggio sui cieli d'aprile,
il tempo vola quando si lavora,
dice la pecora a sera all'ovile.
Ma la musica non si ascolta più
volar nel blu dipinto di blu.
Però ora so l'ansia che mi divora,
volar nel blu e poi poter partire
sparire lassù nella pausa pranzo.
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