Ora che aprile è libero
posso dire del vento
che le cime del cielo accarezzò
piegando l'erba con vecchi scarponi:
devo la vita alla disciplina
che mi coprì le spalle,
danzai sui monti al ritmo della morte
sulla bocca profonda della valle,
il mio fazzolo era sangue al sole
e scintillava fiero di sudore,
a passo allineato di colonna
cantava vita con tutto il mio petto
sognando che nel culo della notte
si potesse dormire in una gonna.
Io sono l'eroe pronto a morire
tra le braccia spinose dei cespugli!
Ne abbiam seminati di compagni
per farne il bosco del nostro avvenire;
io stesso ero convinto che le croci
sarebbero mutate in alti faggi
non appena le voci
fossero tornate in libertà.
Vidi fucili come astute serpi
sibilar fuoco attraverso le foglie,
sentii il rumore sordo tra gli sterpi
dell'uomo che precipita nel piombo,
il grido di granate
inghiottire il ronzio delle vespe
mentre sparavo a divise uncinate
pensando alle lepri;
dai treni merci liberai farfalle
per restituirle ai fiori,
c'era un popolo di farfare gialle
ad aspettarle fuori.
Un dì scendemmo in fila dai sentieri
trasportati dai pollini,
nelle ferite i nostri desideri
rossi come torrenti in autunno;
piantammo la bandiera
nella fronte tronfia della città:
avevamo il coraggio,
la verità.
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domenica 26 aprile 2015
Il partigiano
sabato 15 novembre 2014
Morte
2006 (?)
Da nero inizia vita
finché color si spoglia
del manto sulle cose
che appenderà alla soglia
succhiato dalla notte
perché ha vibrato a lungo
si acquieta in quel silenzio
di fascino profondo
s'incanta in quell'oblio
di verità oltre il mondo.
domenica 7 luglio 2013
Mar Morto
I confini della Giordania
sono un esempio di forma arbitraria:
a me pare una sezione di farfalla
oppure un falco che domina l'aria,
mentre alla mia raffinata ragazza
ricorda la Nike di Samotracia.
Neppure dall'interno
riesco a risolvere la verità:
dal monte Nebo di terre promesse
nel vapore non ne vedo,
piuttosto mi chiedo
se il sale del Mar Morto
è metafora del nulla
così denso da respingere dio
portandolo a galla
come se fosse una qualsiasi idea.
sono un esempio di forma arbitraria:
a me pare una sezione di farfalla
oppure un falco che domina l'aria,
mentre alla mia raffinata ragazza
ricorda la Nike di Samotracia.
Neppure dall'interno
riesco a risolvere la verità:
dal monte Nebo di terre promesse
nel vapore non ne vedo,
piuttosto mi chiedo
se il sale del Mar Morto
è metafora del nulla
così denso da respingere dio
portandolo a galla
come se fosse una qualsiasi idea.
sabato 6 luglio 2013
Bagnanti
Una foresta di fertilità
è l'estate dai petali cadùchi,
che fa fiorire fianchi rigogliosi e imperfetti:
pelli bianche di sambuchi
o annerite dal sole come ulivi,
dipinte dal gioioso dio diabolico
dei bagnanti, che restano in attesa
di nuove pesche, fresche da assaggiare,
nella dolce corrida tra metà.
Nella seconda parte del mio stare
noto come corpi opposti si accoppino,
senza badare alle pubblicità
di ideali emaciati, dunque effimeri.
Siamo in molti ad amare questa vita
e in inverno torna la verità,
ma adesso possiamo spogliarci
per battere il petto col sole
per farci abbracciare dall'acqua
e farci baciare dal vento.
è l'estate dai petali cadùchi,
che fa fiorire fianchi rigogliosi e imperfetti:
pelli bianche di sambuchi
o annerite dal sole come ulivi,
dipinte dal gioioso dio diabolico
dei bagnanti, che restano in attesa
di nuove pesche, fresche da assaggiare,
nella dolce corrida tra metà.
Nella seconda parte del mio stare
noto come corpi opposti si accoppino,
senza badare alle pubblicità
di ideali emaciati, dunque effimeri.
Siamo in molti ad amare questa vita
e in inverno torna la verità,
ma adesso possiamo spogliarci
per battere il petto col sole
per farci abbracciare dall'acqua
e farci baciare dal vento.
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