Sono un bobò
l'hai detto tu
forse però
poi non sai più
se sceglierò
quella tivù
o accenderò
il cielo blu.
Questo dilemma
ti sembra un gioco,
ma a dire il vero
mia cara Emma,
non è da poco.
Sarò sincero:
se do un giudizio
rischio un esizio.
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mercoledì 8 ottobre 2014
martedì 5 aprile 2011
Senza titolo
Il tuo seno, l'unica curva del mondo,
cadendo dalle labbra si è disteso
ed io ho nascosto le mie dita in fondo
al tuo respiro. Il fiume inquieto ha atteso
il mio amore nell'acqua. Più profonda
stava questa estate, in cui sono sceso
e mi hai avvolto. Tutto si è fatto sponda
per la corrente, il contrario del peso.
Finché alla foce, noi due all'improvviso
zitti su labbra di sabbia e di sale.
Ascolta il vento: vibra una minaccia
d'autunno, un canto di lacrime, un muso
di temporale con lunghe braccia.
Per noi a settembre non esiste morte.
cadendo dalle labbra si è disteso
ed io ho nascosto le mie dita in fondo
al tuo respiro. Il fiume inquieto ha atteso
il mio amore nell'acqua. Più profonda
stava questa estate, in cui sono sceso
e mi hai avvolto. Tutto si è fatto sponda
per la corrente, il contrario del peso.
Finché alla foce, noi due all'improvviso
zitti su labbra di sabbia e di sale.
Ascolta il vento: vibra una minaccia
d'autunno, un canto di lacrime, un muso
di temporale con lunghe braccia.
Per noi a settembre non esiste morte.
martedì 2 febbraio 2010
Mosca I
Mosca si chiude di loculi. E io tremo
raccolto in un quartiere alcolizzato.
Della putrefazione del ratto – fremo,
e riparo nel mio prefabbricato
col volo orribile della falena
che si ammala di neon per le scale.
Mia sorella è un’anonima sirena
che sola piange e lampeggia il mio male.
Chi moltiplica le periferie
e chi manifesta i miei tremori in torri?
Sembra che di guardia agli appartamenti
vivranno vecchie e stupide follie,
di morte paranoici appostamenti.
È inutile scappare, dove corri?
30/10/2007
raccolto in un quartiere alcolizzato.
Della putrefazione del ratto – fremo,
e riparo nel mio prefabbricato
col volo orribile della falena
che si ammala di neon per le scale.
Mia sorella è un’anonima sirena
che sola piange e lampeggia il mio male.
Chi moltiplica le periferie
e chi manifesta i miei tremori in torri?
Sembra che di guardia agli appartamenti
vivranno vecchie e stupide follie,
di morte paranoici appostamenti.
È inutile scappare, dove corri?
30/10/2007
Prova di sonetto
Che triste notte, di lacrime d’oro,
senza i tuoi grandi e stanchi occhi materni.
Vorrei svegliarmi per stare con loro
fissarli come due attimi eterni.
Ma ora tu sei solo un seno lontano,
così devo passare per le stelle
e poi cercare in cielo con la mano,
versarci latte, farne la tua pelle,
carezzarne i confini con le dita.
Quando però legherò i tuoi capelli
ben stretti ai pallidi fili di luna,
verrà una nuova alba, e una nuova vita,
ché i raggi tuoi trasformeranno quelli
in mite gloria, in sole ed in fortuna!
08/10/2007
senza i tuoi grandi e stanchi occhi materni.
Vorrei svegliarmi per stare con loro
fissarli come due attimi eterni.
Ma ora tu sei solo un seno lontano,
così devo passare per le stelle
e poi cercare in cielo con la mano,
versarci latte, farne la tua pelle,
carezzarne i confini con le dita.
Quando però legherò i tuoi capelli
ben stretti ai pallidi fili di luna,
verrà una nuova alba, e una nuova vita,
ché i raggi tuoi trasformeranno quelli
in mite gloria, in sole ed in fortuna!
08/10/2007
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