Nella palla di pane
c'è manzo
ma la palla d'Apelle
è pollo,
pensai, a pranzo,
tra pentole e padelle
appese al cielo vuoto dello stomaco.
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lunedì 7 dicembre 2015
domenica 18 ottobre 2015
Insonnia
L'insonnia entra nelle mie coperte:
con le mani sudate m'accarezza
filtrando umida dentro il cassetto
dove tengo le ali del mio sonno.
La fata fastidiosa
fa camminare formiche sugli arti,
grida il silenzio del tempo che passa
e nelle pause sussurra miserie
in rumori domestici. Salvarti
è impossibile: lei
è l'amante che ama la tua mente
e vuole uccidere quello che sei.
Io sono il quadro appeso a parete
con un chiodo alla fronte
e gli occhi strabuzzati!
Nei nostri orologi
non ci sono più ore,
solo tanti minuti disperati
da contare nel buio:
dover lottare anche contro la notte,
quale assurdità se questa esiste
come distante meccanica in cielo!
L'insonnia sono io
che lancio sassi in fondo ad un pozzo,
che dormo su uno specchio,
che chiedo lumi a dio
non ricambiato dal tonfo del fulmine.
Regina dei tremori,
sappi che un giorno mi nasconderò
nel letto ineluttabile
dove non potrai prendermi.
con le mani sudate m'accarezza
filtrando umida dentro il cassetto
dove tengo le ali del mio sonno.
La fata fastidiosa
fa camminare formiche sugli arti,
grida il silenzio del tempo che passa
e nelle pause sussurra miserie
in rumori domestici. Salvarti
è impossibile: lei
è l'amante che ama la tua mente
e vuole uccidere quello che sei.
Io sono il quadro appeso a parete
con un chiodo alla fronte
e gli occhi strabuzzati!
Nei nostri orologi
non ci sono più ore,
solo tanti minuti disperati
da contare nel buio:
dover lottare anche contro la notte,
quale assurdità se questa esiste
come distante meccanica in cielo!
L'insonnia sono io
che lancio sassi in fondo ad un pozzo,
che dormo su uno specchio,
che chiedo lumi a dio
non ricambiato dal tonfo del fulmine.
Regina dei tremori,
sappi che un giorno mi nasconderò
nel letto ineluttabile
dove non potrai prendermi.
domenica 23 agosto 2015
Senza titolo
Avere una vita:
viene quasi da ridere.
A cosa servirebbe
se dio adesso schioccasse le dita
prendendoci nel mezzo?
Meglio andare a spasso
come il sole nel cielo.
viene quasi da ridere.
A cosa servirebbe
se dio adesso schioccasse le dita
prendendoci nel mezzo?
Meglio andare a spasso
come il sole nel cielo.
domenica 26 aprile 2015
Il partigiano
Ora che aprile è libero
posso dire del vento
che le cime del cielo accarezzò
piegando l'erba con vecchi scarponi:
devo la vita alla disciplina
che mi coprì le spalle,
danzai sui monti al ritmo della morte
sulla bocca profonda della valle,
il mio fazzolo era sangue al sole
e scintillava fiero di sudore,
a passo allineato di colonna
cantava vita con tutto il mio petto
sognando che nel culo della notte
si potesse dormire in una gonna.
Io sono l'eroe pronto a morire
tra le braccia spinose dei cespugli!
Ne abbiam seminati di compagni
per farne il bosco del nostro avvenire;
io stesso ero convinto che le croci
sarebbero mutate in alti faggi
non appena le voci
fossero tornate in libertà.
Vidi fucili come astute serpi
sibilar fuoco attraverso le foglie,
sentii il rumore sordo tra gli sterpi
dell'uomo che precipita nel piombo,
il grido di granate
inghiottire il ronzio delle vespe
mentre sparavo a divise uncinate
pensando alle lepri;
dai treni merci liberai farfalle
per restituirle ai fiori,
c'era un popolo di farfare gialle
ad aspettarle fuori.
Un dì scendemmo in fila dai sentieri
trasportati dai pollini,
nelle ferite i nostri desideri
rossi come torrenti in autunno;
piantammo la bandiera
nella fronte tronfia della città:
avevamo il coraggio,
la verità.
posso dire del vento
che le cime del cielo accarezzò
piegando l'erba con vecchi scarponi:
devo la vita alla disciplina
che mi coprì le spalle,
danzai sui monti al ritmo della morte
sulla bocca profonda della valle,
il mio fazzolo era sangue al sole
e scintillava fiero di sudore,
a passo allineato di colonna
cantava vita con tutto il mio petto
sognando che nel culo della notte
si potesse dormire in una gonna.
Io sono l'eroe pronto a morire
tra le braccia spinose dei cespugli!
Ne abbiam seminati di compagni
per farne il bosco del nostro avvenire;
io stesso ero convinto che le croci
sarebbero mutate in alti faggi
non appena le voci
fossero tornate in libertà.
Vidi fucili come astute serpi
sibilar fuoco attraverso le foglie,
sentii il rumore sordo tra gli sterpi
dell'uomo che precipita nel piombo,
il grido di granate
inghiottire il ronzio delle vespe
mentre sparavo a divise uncinate
pensando alle lepri;
dai treni merci liberai farfalle
per restituirle ai fiori,
c'era un popolo di farfare gialle
ad aspettarle fuori.
Un dì scendemmo in fila dai sentieri
trasportati dai pollini,
nelle ferite i nostri desideri
rossi come torrenti in autunno;
piantammo la bandiera
nella fronte tronfia della città:
avevamo il coraggio,
la verità.
domenica 8 marzo 2015
Senza titolo
La donna s'addormenta
sopra il petto spazioso
nuda nella tormenta,
dentro il letto ventoso
e mi spaventa
dovermi fare frammento radioso:
la mia morale stenta,
non ne vado orgoglioso.
Lei quando s'alza scuote il pensiero:
ché riflessa nei fianchi sta la stanza
come cadesse in cielo
invertendo il verso della luce,
mentre l'odore danza,
acre amore e mistero.
sopra il petto spazioso
nuda nella tormenta,
dentro il letto ventoso
e mi spaventa
dovermi fare frammento radioso:
la mia morale stenta,
non ne vado orgoglioso.
Lei quando s'alza scuote il pensiero:
ché riflessa nei fianchi sta la stanza
come cadesse in cielo
invertendo il verso della luce,
mentre l'odore danza,
acre amore e mistero.
mercoledì 21 gennaio 2015
Cernobbio
Le otto di mattina:
il lago più luminoso del cielo
vinceva quella sfida ambiziosa,
mentre il buffet m'usciva dagli occhi
già intenti a distinguere ingordigia
sulle cravatte della borghesia.
Chiose, risa, tartine, pasticcini
sono il motore dell'economia:
il relatore affrontò il tema
appena prima dell'aperitivo.
il lago più luminoso del cielo
vinceva quella sfida ambiziosa,
mentre il buffet m'usciva dagli occhi
già intenti a distinguere ingordigia
sulle cravatte della borghesia.
Chiose, risa, tartine, pasticcini
sono il motore dell'economia:
il relatore affrontò il tema
appena prima dell'aperitivo.
venerdì 19 dicembre 2014
Cielo
Stanco come le stelle aggrappate
al firmamento con braccia di luce
ho goduto almeno del tramonto
e del suo canto di nuvole rosa,
il cielo è la misura che riduce
a mugolio ogni nostro tormento.
al firmamento con braccia di luce
ho goduto almeno del tramonto
e del suo canto di nuvole rosa,
il cielo è la misura che riduce
a mugolio ogni nostro tormento.
sabato 15 novembre 2014
La notte blu
La notte blu
non ha calore
invece tu
col tuo fulgore
mi butti giù
nel mio dolore:
non ci sei più
eri un errore.
Il cielo pesa
piega i lampioni,
io abbraccio un bar
e nell'attesa
lascio affondar
le mie emozioni.
non ha calore
invece tu
col tuo fulgore
mi butti giù
nel mio dolore:
non ci sei più
eri un errore.
Il cielo pesa
piega i lampioni,
io abbraccio un bar
e nell'attesa
lascio affondar
le mie emozioni.
mercoledì 8 ottobre 2014
Bobò
Sono un bobò
l'hai detto tu
forse però
poi non sai più
se sceglierò
quella tivù
o accenderò
il cielo blu.
Questo dilemma
ti sembra un gioco,
ma a dire il vero
mia cara Emma,
non è da poco.
Sarò sincero:
se do un giudizio
rischio un esizio.
l'hai detto tu
forse però
poi non sai più
se sceglierò
quella tivù
o accenderò
il cielo blu.
Questo dilemma
ti sembra un gioco,
ma a dire il vero
mia cara Emma,
non è da poco.
Sarò sincero:
se do un giudizio
rischio un esizio.
domenica 21 settembre 2014
Whitman
Walt Whitman fu un mediocre giornalista
per le fonti più caustiche:
anteporre parole alle notizie
può risultare un fine onanistico,
ma se queste diventano dei versi
battendo praterie inesplorate,
la grandezza rivelano dell'uomo
amante dell'immagine.
Faccio il mestiere imparziale di urlone
che scrive cronache subito vecchie,
nulla creo né distruggo
quando invece vorrei ferire il cielo
con stimmate più pure e durature,
aprendo nuovi spazi
che trascendano date
inventandosi il vero.
per le fonti più caustiche:
anteporre parole alle notizie
può risultare un fine onanistico,
ma se queste diventano dei versi
battendo praterie inesplorate,
la grandezza rivelano dell'uomo
amante dell'immagine.
Faccio il mestiere imparziale di urlone
che scrive cronache subito vecchie,
nulla creo né distruggo
quando invece vorrei ferire il cielo
con stimmate più pure e durature,
aprendo nuovi spazi
che trascendano date
inventandosi il vero.
giovedì 28 agosto 2014
Cosmogonia
Tavolara aspettavi
che ti vedessi ancora,
schiena di stegosauro
che protegge la costa
con la sua mole assurda
di calcare ed euforbie!
Senti il suono dell'acqua?
Argomenta distanze
sussurrando alle rive.
Sono passati anni,
oltre cento vittorie
e altrettante sconfitte:
ora sono più blu,
come le onde salse e malinconiche
in cui affondi le zampe di granito
da prima del mio tempo.
Perciò ti sembro impassibile
di fronte alla profondità del cielo:
ho accettato la lotta
per avere una vita,
se tu fossi un altare
potrei farla finita.
che ti vedessi ancora,
schiena di stegosauro
che protegge la costa
con la sua mole assurda
di calcare ed euforbie!
Senti il suono dell'acqua?
Argomenta distanze
sussurrando alle rive.
Sono passati anni,
oltre cento vittorie
e altrettante sconfitte:
ora sono più blu,
come le onde salse e malinconiche
in cui affondi le zampe di granito
da prima del mio tempo.
Perciò ti sembro impassibile
di fronte alla profondità del cielo:
ho accettato la lotta
per avere una vita,
se tu fossi un altare
potrei farla finita.
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mercoledì 27 agosto 2014
Cala luna
Il tuo viso si vede
dove la cala sfuma nell'oleandro,
i tuoi passi hanno aperto la pietra
e il sole spaventato
ha nascosto la testa nello stagno,
facendoti vetrina di riflessi
nell'azzurro spezzato.
Bisbiglìo selvaggio,
anche la vespa cammina sulla pelle
con passo deferente.
Sei grandi occhi guardano
i tuoi bei piedi bianchi,
i tuoi seni aspri sono cavità
di lunghe lingue d'acqua:
la bellezza è uno spettacolo vacuo
che sta zitto sotto un cielo d'arselle,
la notte ha morso la luna calcarea
per farne la tua orma.
dove la cala sfuma nell'oleandro,
i tuoi passi hanno aperto la pietra
e il sole spaventato
ha nascosto la testa nello stagno,
facendoti vetrina di riflessi
nell'azzurro spezzato.
Bisbiglìo selvaggio,
anche la vespa cammina sulla pelle
con passo deferente.
Sei grandi occhi guardano
i tuoi bei piedi bianchi,
i tuoi seni aspri sono cavità
di lunghe lingue d'acqua:
la bellezza è uno spettacolo vacuo
che sta zitto sotto un cielo d'arselle,
la notte ha morso la luna calcarea
per farne la tua orma.
martedì 5 agosto 2014
Gaza
Le formiche camminano
da destra a sinistra
fuori dalle prigioni
come aerei di carta,
anche l'arabo aspira
a raccontarsi libero
sul suo suolo seccato
da un tempo millenario
e più bruciano pagine
più le formiche vanno
oltre le feritoie
di celle insufficienti
a svegliare i fratelli
sotto cieli di bombe
accesi dal delirio
di uno Stato esclusivo
che censura se stesso
per potersi assolvere:
le formiche lo sanno
e pistano parole
su fogli che assillano
la coscienza del mondo.
da destra a sinistra
fuori dalle prigioni
come aerei di carta,
anche l'arabo aspira
a raccontarsi libero
sul suo suolo seccato
da un tempo millenario
e più bruciano pagine
più le formiche vanno
oltre le feritoie
di celle insufficienti
a svegliare i fratelli
sotto cieli di bombe
accesi dal delirio
di uno Stato esclusivo
che censura se stesso
per potersi assolvere:
le formiche lo sanno
e pistano parole
su fogli che assillano
la coscienza del mondo.
martedì 29 luglio 2014
Luglio 2014
Alla mia amata bici,
Consuelo,
che taglia i temporali
come una lama
attraversa il burro.
Temporali ed estate
si abbracciano in cielo
prendo il tempo a testate
ma ne viene giù gelo,
sporche piume bagnate
in un umido telo
nella volta ammassate
e tu sotto, Consuelo.
Questo luglio è un imbroglio:
non esiste alcun sole,
della vita che voglio
resta un dente che duole
e da un livido orgoglio
piove sulle parole.
lunedì 7 luglio 2014
Mediterraneo
Tra di noi c'è un tempo immenso: la fine.
Del mare il canto ci separa
e di notte chilometri di nulla,
è una corona d'oro
questo Mediterraneo sotto il sole,
e ti ricordo calda:
carne capace di bruciare il cielo.
Mi sento soffocare:
il mio saluto è un dire impossibile,
la mia carezza una mano mozzata,
il mio bacio vapore.
Forse nell'afa ti sfiora la pelle
che ti dormiva accanto,
quando una luna amica sorrideva.
Non mi arrendo alla risacca,
ai suoi denti, alla spuma come pianto:
ho calcolato il diametro del mare
per venirti a trovare,
ardito desiderio
su una mente di freccia.
Del mare il canto ci separa
e di notte chilometri di nulla,
è una corona d'oro
questo Mediterraneo sotto il sole,
e ti ricordo calda:
carne capace di bruciare il cielo.
Mi sento soffocare:
il mio saluto è un dire impossibile,
la mia carezza una mano mozzata,
il mio bacio vapore.
Forse nell'afa ti sfiora la pelle
che ti dormiva accanto,
quando una luna amica sorrideva.
Non mi arrendo alla risacca,
ai suoi denti, alla spuma come pianto:
ho calcolato il diametro del mare
per venirti a trovare,
ardito desiderio
su una mente di freccia.
giovedì 26 giugno 2014
La prima rosa
La prima rosa
è un palloncino
e ascende ansiosa
tra nubi in lino
cambia ogni cosa
nel suo cammino,
stelo da sposa
volto divino.
Col suo colore
di labbra e pelle
cura il pallore
di luna e stelle,
e all'alba un fiore
la notte espelle.
è un palloncino
e ascende ansiosa
tra nubi in lino
cambia ogni cosa
nel suo cammino,
stelo da sposa
volto divino.
Col suo colore
di labbra e pelle
cura il pallore
di luna e stelle,
e all'alba un fiore
la notte espelle.
sabato 21 giugno 2014
Ancona
Questo treno è diretto a Torino,
io spero che si schianti con la mente.
Guardare il mare oltre il finestrino
immaginando una vita diversa
è un passatempo mentre luce pallida
bagna il silenzio ed invade il mattino,
prepara il cielo ad un sole codardo
altrimenti ieri tramontato ancora,
come lo struzzo nasconde la testa
oltrepassando il porto di Ancona.
io spero che si schianti con la mente.
Guardare il mare oltre il finestrino
immaginando una vita diversa
è un passatempo mentre luce pallida
bagna il silenzio ed invade il mattino,
prepara il cielo ad un sole codardo
altrimenti ieri tramontato ancora,
come lo struzzo nasconde la testa
oltrepassando il porto di Ancona.
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domenica 15 giugno 2014
Morte a Venezia
Venezia è un cupo languore di lacrime
quando si addensa una minaccia in cielo,
la morte, appollaiata su San Marco,
impone un regno di malinconia
e l'acqua si fa opaca.
Il vaporetto va a Santa Lucia
e ad ogni attracco, stentato, si schianta:
nella laguna non cresce futuro,
i turisti annegano nel presente,
e io penso al passato.
Si può soffrire per tutto o per niente:
scappo perciò dal ruggire del cielo
e dai leoni di marmo ammutoliti,
nessuno un giorno esisterà più
e io so che dovrò scendere.
C'è una salvezza, una via verticale?
Ci sono treni che vanno all'insù?
Le previsioni sono impietose
mettono temporale anche a Torino,
ma là hanno già tinteggiato le case
col pianto delle nubi.
quando si addensa una minaccia in cielo,
la morte, appollaiata su San Marco,
impone un regno di malinconia
e l'acqua si fa opaca.
Il vaporetto va a Santa Lucia
e ad ogni attracco, stentato, si schianta:
nella laguna non cresce futuro,
i turisti annegano nel presente,
e io penso al passato.
Si può soffrire per tutto o per niente:
scappo perciò dal ruggire del cielo
e dai leoni di marmo ammutoliti,
nessuno un giorno esisterà più
e io so che dovrò scendere.
C'è una salvezza, una via verticale?
Ci sono treni che vanno all'insù?
Le previsioni sono impietose
mettono temporale anche a Torino,
ma là hanno già tinteggiato le case
col pianto delle nubi.
lunedì 9 giugno 2014
Estate II
Mi arrampico avido sull'obelisco
che alto sorride sul tuo ombelico:
posso sfiorare il sole,
mettere il dito nel caldo accogliente
del varco che squarcia il centro del cielo
e tutto il resto annienta.
Sembra facile amare,
invece è la domanda più difficile:
se ho avuto la risposta sulle labbra
è rimasta appesa per la paura.
Perciò tanti in estate
nell'intensa calura
preferiscono fare
le parole crociate.
che alto sorride sul tuo ombelico:
posso sfiorare il sole,
mettere il dito nel caldo accogliente
del varco che squarcia il centro del cielo
e tutto il resto annienta.
Sembra facile amare,
invece è la domanda più difficile:
se ho avuto la risposta sulle labbra
è rimasta appesa per la paura.
Perciò tanti in estate
nell'intensa calura
preferiscono fare
le parole crociate.
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domenica 18 maggio 2014
Lavatrice
Il sonno è una centrifuga
e la mattina inutile:
sono precipitato
da una torre di carta
gettato giù da un angelo
con le buone maniere,
non c'è cielo per me
sono più bello inquieto.
In questa lavatrice
che è la mia solitudine
la città si restringe
da un milione si fa uno
gli autobus sono squali
intorno al mio isolato,
non c'è donna che metta
nel suo caffè dei fiori
non ci sono parole
ma solo panni stesi.
e la mattina inutile:
sono precipitato
da una torre di carta
gettato giù da un angelo
con le buone maniere,
non c'è cielo per me
sono più bello inquieto.
In questa lavatrice
che è la mia solitudine
la città si restringe
da un milione si fa uno
gli autobus sono squali
intorno al mio isolato,
non c'è donna che metta
nel suo caffè dei fiori
non ci sono parole
ma solo panni stesi.
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