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martedì 13 ottobre 2015

Luna

Va tutto male.
La direzione è corretta: morte!
Per quel che vale
accelero la sorte
auspicando che spilli
si accaniscano sulla fortuna
residua. Ma se oscilli
di nuovo, Luna,
e mi indichi la tua notte nitente,
potrò ancora raccontare storie
illuminando il niente.

venerdì 14 agosto 2015

Cicale

Le cicale che cantano
gli episodi sonori
della mia vita
e il gatto che decide di uccidere
la cavalletta in bocca:
siamo stretti tra i denti del destino.

Tra siepi di silenzio
piomba una coltre bruna
le libellule spente
allietano la luna,
tutti i felini fuggono:
questa notte è perduta.

In strada molte più stelle che uomini
ed io non sono più.

Tra tenebre e solitudine
per una volta sono d'accordo col destino.

domenica 9 agosto 2015

Didone

Io trattengo il fiato
ed attendo la morte,

tu cerchi le radici
per i porti ostili.

Siamo carni opposte
come il sole e la luna:

strappiamo brevi incontri
tra i veli dei crepuscoli

baciandoci veloci
sulle labbra di nuvola.

Poi torniamo assorti:
io ai miei passatempi,
tu ai tuoi studi.

sabato 9 maggio 2015

Haiku erotici

Seni si sporgono:
un pensiero nascosto
si posa sopra.

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Respiri forte,
nel crescendo ansante
mi sento dio.

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Gambe lunghe, tue,
s'annodano al mio collo:
io sono vortice!

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Urto toccante:
angelo d'alba e fiamma
mi hai turbato.

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Che cerchi a terra?
Desidèri improvvisi
del re rapace?

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Dolce la luce
che ti avvolge i fianchi:
luna da dietro.

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Mi rendi enorme:
montagna a dismisura
fino a sfiorarti.

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Spalanca il tempio
che arrossa i ciliegi:
è primavera!

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So cosa cola:
alla fonte del miele
lavo la bocca.

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Quando erba morbida
bagna il prato di te,
io entro dentro.

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L'ape alle labbra
sbircia il fiore che oscilla,
insetto ansioso!

venerdì 26 settembre 2014

Arcadia

Le tue mani capienti
raccolgono la pioggia
e la danno al mare,

tengono mille moggia
di empirei gaudenti
e mi fanno volare

dove nascono i venti
e la luna s'appoggia
quando vuole sognare,

mentre scorre la roggia
dei tuoi primi armenti
e mi fa sospirare.

mercoledì 27 agosto 2014

Cala luna

Il tuo viso si vede
dove la cala sfuma nell'oleandro,

i tuoi passi hanno aperto la pietra
e il sole spaventato

ha nascosto la testa nello stagno,
facendoti vetrina di riflessi

nell'azzurro spezzato.
Bisbiglìo selvaggio,

anche la vespa cammina sulla pelle
con passo deferente.

Sei grandi occhi guardano
i tuoi bei piedi bianchi,

i tuoi seni aspri sono cavità
di lunghe lingue d'acqua:

la bellezza è uno spettacolo vacuo
che sta zitto sotto un cielo d'arselle,

la notte ha morso la luna calcarea
per farne la tua orma.

lunedì 7 luglio 2014

Mediterraneo

Tra di noi c'è un tempo immenso: la fine.
Del mare il canto ci separa

e di notte chilometri di nulla,
è una corona d'oro

questo Mediterraneo sotto il sole,
e ti ricordo calda:

carne capace di bruciare il cielo.
Mi sento soffocare:

il mio saluto è un dire impossibile,
la mia carezza una mano mozzata,

il mio bacio vapore.
Forse nell'afa ti sfiora la pelle

che ti dormiva accanto,
quando una luna amica sorrideva.

Non mi arrendo alla risacca,
ai suoi denti, alla spuma come pianto:

ho calcolato il diametro del mare
per venirti a trovare,

ardito desiderio
su una mente di freccia.

sabato 28 giugno 2014

Sposicidio

Io volevo sposarmi
ma lei voleva uccidermi,

tentai di suicidarmi
lei pensò di sposarsi,

ma con un altro
altrimenti non tornano i conti.

Amore, tutto passa:
se la falce ci attende in fila indiana

armi di disperazione di massa
potrebbero abbreviare il nostro rito,

che ha avuto lampi ma poca fortuna:
tu guardi il dito
ed io la luna.

giovedì 26 giugno 2014

La prima rosa

La prima rosa
è un palloncino
e ascende ansiosa
tra nubi in lino

cambia ogni cosa
nel suo cammino,
stelo da sposa
volto divino.

Col suo colore
di labbra e pelle
cura il pallore

di luna e stelle,
e all'alba un fiore
la notte espelle.

domenica 13 gennaio 2013

Stanza

Mi ricordo: eravamo due pistole
adagiate su un letto,
avrei potuto trasformarmi in lampo
cavalcare un proiettile,
ma la luna matrigna ci guardava
arrampicata su un'impalcatura.
Quel viso screpolato alla parete
illuminava con luce di colpa
la nostra pelle calda, inquieta, pallida.
Non lo dirò a nessuno
quella stanza non è mai esistita.

sabato 12 maggio 2012

Poeta domenicale

Ho smarrito ogni lirica,
ma non credo dipenda dal mio status:
un borghese, educato, forse timido.
E' perché assomiglio a un cumulo nembo.
Allora posso dirmi un poeta inutile?

Scrivo odi alla domenica dell'anima
calpesto le parole
raccolgo idee da terra
non sollevo mai il sole
non accendo la luna,
se chiamo è per chiedere come va:
mi piace più ascoltare,

oppure la morte in modo discreto
e gioisco con compostezza
vedo la crisi nei volti svuotati
con rabbia figlia della tenerezza.

martedì 24 aprile 2012

Fin da quando ero bambino

Evviva, mi hanno ammesso in manicomio:
fin da quando ero bambino ho sognato
di essere un uomo libero.
Poi sono fuggito dalla finestra
con il mio documento da malato
mischiandomi ai normali, nell'orchestra
che, come fa la notte,
talvolta esalta o copre l'ululato
di un individuo che ambisce alla luna.
Non so se sono un essere sbagliato:
mi affido alla fortuna,
alla ricerca di labbra, albe morbide
a cui cantare iperboli e parole
nel vetro del mattino.
E se tra nubi torbide mi sveglio
è perché penso a te:
l'acqua nei tuoi occhi mi farebbe salvo,
e mi fa stare meglio
la sanità mentale nei tuoi seni,
come se non fossi pazzo davvero
o il giorno non mi facesse più paura
con la sua indifferenza.

lunedì 25 ottobre 2010

Finestra di notte

Impiccato alla luna,
dietro a un velo di vetro
vedo ancora il tuo viso.
Le tue mani sul mento,
quelle labbra alla gola,
nude scapole, e lame
che squarciano lenzuola.
Per questo bacio il vento
come un bimbo che ha fame,
col pudore del muro
e gli occhi tra le tende.
Dì, dove dormi adesso
mentendo al tuo futuro?
Che misero regresso
l’ora del tuo ricordo.
Credo non ti piacciano
i polmoni piangenti,
questi miei pugni gonfi.
Giorni enormi mi schiacciano
tra scarpe indifferenti;
scarni e in cenere, i cieli.
Vorrei sempre la notte:
le mie dita ingiallite
che spengono la luce
della finestra muta,
e il sogno che conduce
in luoghi meno oscuri.
La candela resiste
nella mia tana nera,

con il corpo raccolto
il freddo non esiste;
quando il mattino arriva
tendo ancora alla notte,
perché non c’è deriva
se tutto resta fermo.

martedì 23 febbraio 2010

Pagina di Notte


Le notti sono tutte uguali: gli occhi chini dei lampioni, il cervello opaco della luna. Le notti sono tutte nere, come la fortuna. Cieca, dico al barista quando, appoggiato al bancone, storco un sorriso che riflette nebbie umane e illuminazioni artificiali. I miei denti disposti a difesa del tramonto. Il mio naso che disegna la sua umile ombra, nell’utero della notte. Già la notte, sempre uguale. Scorrono una appresso all’altra, le notti, come pagine di pece che rendono la consolazione l’apice del tempo quotidiano. Sul ventre convesso del buio dichiaro agli avventori (e non al barista, cui chiedo di versare un pezzo liquoroso di cielo) che si scivola gioiosamente dalla piazza al letto. Per fermate casuali. Per alienazioni minute. Per squarci di pensieri. Il tempo cerca d’inseguirmi, ma non riesce a starmi dietro. Il suo fallimento è la libertà. Così è la notte: sempre ugualmente disposta ad accogliere gli spiriti liberi. Perciò il mio sorriso diventa insetto. Che vibra le note di Chopin. E s’arrampica sulle facce degli altri. Pollini e parole, tutto si posa e svanisce nel fiore del letto. Il letto è una rosa: chi non dorme si riposa. Io dormo, sogno, navigo, esulto. Così, quando sarà già arrivata la legge dell’alba a far impallidire i lampioni e a smentire i fiochi sillogismi della luna, io potrò dirmi innocente e felice. Il giudice non abita qui. Anche se tutti i mattini non sono uguali. E il tribunale chiama le udienze fuori dal portone. Perché la luce è la toga del sole.