Seni si sporgono:
un pensiero nascosto
si posa sopra.
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Respiri forte,
nel crescendo ansante
mi sento dio.
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Gambe lunghe, tue,
s'annodano al mio collo:
io sono vortice!
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Urto toccante:
angelo d'alba e fiamma
mi hai turbato.
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Che cerchi a terra?
Desidèri improvvisi
del re rapace?
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Dolce la luce
che ti avvolge i fianchi:
luna da dietro.
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Mi rendi enorme:
montagna a dismisura
fino a sfiorarti.
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Spalanca il tempio
che arrossa i ciliegi:
è primavera!
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So cosa cola:
alla fonte del miele
lavo la bocca.
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Quando erba morbida
bagna il prato di te,
io entro dentro.
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L'ape alle labbra
sbircia il fiore che oscilla,
insetto ansioso!
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sabato 9 maggio 2015
lunedì 22 marzo 2010
L'Aquilone
Le foglie degli alberi
inventano ciliegie
quando l'urto più dolce
risveglia il cielo pigro
Le tue ginocchia candide
in traiettoria d'arpa
separano l'azzurro
con colline di grano
Correndo, posso amarti
appeso all'aquilone
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