Era una rosa nera
con rossetto di spina
stava lontana un tavolo
chissà, poi, se incolmabile.
Tacchi di donna austeri
tenera mano tremula,
c'è ancora la pioggia
che bisbiglia il tuo nome.
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domenica 13 settembre 2015
La rosa nera
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venerdì 19 dicembre 2014
Cielo
Stanco come le stelle aggrappate
al firmamento con braccia di luce
ho goduto almeno del tramonto
e del suo canto di nuvole rosa,
il cielo è la misura che riduce
a mugolio ogni nostro tormento.
al firmamento con braccia di luce
ho goduto almeno del tramonto
e del suo canto di nuvole rosa,
il cielo è la misura che riduce
a mugolio ogni nostro tormento.
giovedì 26 giugno 2014
La prima rosa
La prima rosa
è un palloncino
e ascende ansiosa
tra nubi in lino
cambia ogni cosa
nel suo cammino,
stelo da sposa
volto divino.
Col suo colore
di labbra e pelle
cura il pallore
di luna e stelle,
e all'alba un fiore
la notte espelle.
è un palloncino
e ascende ansiosa
tra nubi in lino
cambia ogni cosa
nel suo cammino,
stelo da sposa
volto divino.
Col suo colore
di labbra e pelle
cura il pallore
di luna e stelle,
e all'alba un fiore
la notte espelle.
martedì 1 maggio 2012
Gli ultimi giorni di maggio
Bel fiore insoddisfatto
appassisci alla sera
invece di inventare nuove notti
di gambe nude e di passi veloci:
dovresti amare il tuo orgasmo superbo
rivoluzione dentro tanto niente.
In questo deserto di anime inferme
in fila alla grande distribuzione
so cosa viene in mente
nella luce astiosa, nei volti lividi:
sembra così inutile tanta pioggia
sulle guance, le ferite e l'asfalto,
ed è andata la nostra libertà
se gli uomini hanno ucciso gli uccelli,
con i superstiti volati via
da questa ostilità per il futuro.
Non ci restano che le nostre mani
da riempire di oggetti,
ma potremmo biasimare la paura
dei nostri sogni fragili.
Hai il viso di una rosa
su uno scaffale al neon,
io vivo in occhi vitrei e tristi, torbidi,
e il mio ruolo non è la primavera.
Siamo negli ultimi giorni di maggio,
domani cadrà il cielo
e tu vorresti amarmi?
appassisci alla sera
invece di inventare nuove notti
di gambe nude e di passi veloci:
dovresti amare il tuo orgasmo superbo
rivoluzione dentro tanto niente.
In questo deserto di anime inferme
in fila alla grande distribuzione
so cosa viene in mente
nella luce astiosa, nei volti lividi:
sembra così inutile tanta pioggia
sulle guance, le ferite e l'asfalto,
ed è andata la nostra libertà
se gli uomini hanno ucciso gli uccelli,
con i superstiti volati via
da questa ostilità per il futuro.
Non ci restano che le nostre mani
da riempire di oggetti,
ma potremmo biasimare la paura
dei nostri sogni fragili.
Hai il viso di una rosa
su uno scaffale al neon,
io vivo in occhi vitrei e tristi, torbidi,
e il mio ruolo non è la primavera.
Siamo negli ultimi giorni di maggio,
domani cadrà il cielo
e tu vorresti amarmi?
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