Nella palla di pane
c'è manzo
ma la palla d'Apelle
è pollo,
pensai, a pranzo,
tra pentole e padelle
appese al cielo vuoto dello stomaco.
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lunedì 7 dicembre 2015
giovedì 25 dicembre 2014
La medicina
Il mio
sorriso
è raro
come la neve,
ma questo
rigore
non è
tutto merito tuo:
l'orrore
si mischia con le strade,
sale disseminato
sull'umanità morta
già di mattina.
Quante albe pallide sulle città!
Ho bevuto a litri
la medicina
che alta affollava gli scaffali
di un verde splendente,
ma devo avere un'enorme caverna
al posto dello stomaco:
non avvertivo queste gocce acide
tintinnare sul fondo
e curare il mio cuore.
Eppure, tronfio, insisteva il dottore
con quell'ecografia
a fomentargli gli occhi:
lei ha la bile e il sangue
nello stesso intestino,
beva dell'altro vino
se la sua mente langue.
sorriso
è raro
come la neve,
ma questo
rigore
non è
tutto merito tuo:
l'orrore
si mischia con le strade,
sale disseminato
sull'umanità morta
già di mattina.
Quante albe pallide sulle città!
Ho bevuto a litri
la medicina
che alta affollava gli scaffali
di un verde splendente,
ma devo avere un'enorme caverna
al posto dello stomaco:
non avvertivo queste gocce acide
tintinnare sul fondo
e curare il mio cuore.
Eppure, tronfio, insisteva il dottore
con quell'ecografia
a fomentargli gli occhi:
lei ha la bile e il sangue
nello stesso intestino,
beva dell'altro vino
se la sua mente langue.
giovedì 5 giugno 2014
Maschera
Il volto delicato
che avevo tra le mani
è una maschera e incombe
da tutte le pareti:
pugnali bianchi i piedi
che indossi come piume,
sei il suono costante
nel coro dei rumori,
la pistola alla tempia
dolce come cianuro,
predatrice dell'anima
padrona della mente
ho lo stomaco fragile
e la tenia nella testa.
I tuoi occhi acqua limpida
nella vita inquinata,
per non telefonarti
ho ingoiato il tuo numero:
ti vorrei domandare
come si ferma un fiume.
che avevo tra le mani
è una maschera e incombe
da tutte le pareti:
pugnali bianchi i piedi
che indossi come piume,
sei il suono costante
nel coro dei rumori,
la pistola alla tempia
dolce come cianuro,
predatrice dell'anima
padrona della mente
ho lo stomaco fragile
e la tenia nella testa.
I tuoi occhi acqua limpida
nella vita inquinata,
per non telefonarti
ho ingoiato il tuo numero:
ti vorrei domandare
come si ferma un fiume.
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