Il sonno è una centrifuga
e la mattina inutile:
sono precipitato
da una torre di carta
gettato giù da un angelo
con le buone maniere,
non c'è cielo per me
sono più bello inquieto.
In questa lavatrice
che è la mia solitudine
la città si restringe
da un milione si fa uno
gli autobus sono squali
intorno al mio isolato,
non c'è donna che metta
nel suo caffè dei fiori
non ci sono parole
ma solo panni stesi.
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domenica 18 maggio 2014
Lavatrice
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lunedì 8 febbraio 2010
Ultimo tango a Milano
Corre un raccordo-trappola
e tarda il rinnovamento dell’alba,
mentre grida la radio: bacia Marylin!
Marylin ed io Marylin ed io
Marylin ed io – oh – Marylin ed io!
Spengo pure la radio,
non c’è mai rabbia in me.
L’ho imparato dal silenzio di dio
sul panteismo metropolitano,
che in nessuna frequenza
mai trasmesso, m’aspetta.
Quando parlo con la mattina bruna,
e con quella moretta sua amica
sul sedile di dietro accavallata,
non c’è fiato che interrompa le insegne,
che ne disturbi alternata la nota
zero uno zero uno zero uno, zero
ed io unico idiota
in attesa di un sole
che dimostri davvero
che mi spetta un caffè.
20/03/2009
e tarda il rinnovamento dell’alba,
mentre grida la radio: bacia Marylin!
Marylin ed io Marylin ed io
Marylin ed io – oh – Marylin ed io!
Spengo pure la radio,
non c’è mai rabbia in me.
L’ho imparato dal silenzio di dio
sul panteismo metropolitano,
che in nessuna frequenza
mai trasmesso, m’aspetta.
Quando parlo con la mattina bruna,
e con quella moretta sua amica
sul sedile di dietro accavallata,
non c’è fiato che interrompa le insegne,
che ne disturbi alternata la nota
zero uno zero uno zero uno, zero
ed io unico idiota
in attesa di un sole
che dimostri davvero
che mi spetta un caffè.
20/03/2009
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