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venerdì 28 agosto 2015

Cipro

Cipro, sei una foglia
caduta all’ombelico della guerra,
bagnata da salive di mare cristallino,
arsa corazza in rame
di tartaruga dal collo allungato:
hai una crepa verde sulla pancia,
città abbandonate sopra il dorso,
chiese nell’anima delle montagne,
minareti bicipiti di gotico!
Se argomenti di filo spinato
negano che sei madre d’Afrodite,
puoi ancora accumulare carrube
mentre il vino s’avvera.

venerdì 23 gennaio 2015

Margot

Hai il pudore ai piedi
pieghi lo sguardo per non calpestarlo,
ingenua non ti chiedi
se il tuo viso è sceso nel mio impaccio:

perché nient'altro che il tuo vuoto vedi
nel rito piatto e chiassoso del sabato,
tu nella luce siedi
col tuo violento abito.

Alzarti il mento chino
sarebbe come sollevare il vento
che mischia occhi e pianeti,

perciò annego la notte nel vino
mentre evito a stento
che il desiderio di te si disseti.

giovedì 25 dicembre 2014

La medicina

Il mio
sorriso
è raro
come la neve,
ma questo
rigore
non è
tutto merito tuo:
l'orrore
si mischia con le strade,
sale disseminato
sull'umanità morta
già di mattina.
Quante albe pallide sulle città!
Ho bevuto a litri
la medicina
che alta affollava gli scaffali
di un verde splendente,
ma devo avere un'enorme caverna
al posto dello stomaco:
non avvertivo queste gocce acide
tintinnare sul fondo
e curare il mio cuore.
Eppure, tronfio, insisteva il dottore
con quell'ecografia
a fomentargli gli occhi:
lei ha la bile e il sangue
nello stesso intestino,
beva dell'altro vino
se la sua mente langue.