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martedì 1 settembre 2015

Settembre

L'estate non esiste.
Lo sostiene settembre:
tiene in mano la foto di novembre
che mostra il muso triste.
Tutti gli amori sorpresi a ballare
su bianche sabbie mobili
spariranno nel proprio epicedio
per un soffio di freddo
nell'ora perentoria
senza rimedio.

martedì 29 luglio 2014

Luglio 2014

 Alla mia amata bici, 
Consuelo,
che taglia i temporali
come una lama
attraversa il burro.

Temporali ed estate
si abbracciano in cielo
prendo il tempo a testate
ma ne viene giù gelo,

sporche piume bagnate
in un umido telo
nella volta ammassate
e tu sotto, Consuelo.

Questo luglio è un imbroglio:
non esiste alcun sole,
della vita che voglio

resta un dente che duole
e da un livido orgoglio
piove sulle parole.

lunedì 9 giugno 2014

Estate II

Mi arrampico avido sull'obelisco
che alto sorride sul tuo ombelico:
posso sfiorare il sole,
mettere il dito nel caldo accogliente
del varco che squarcia il centro del cielo
e tutto il resto annienta.
Sembra facile amare,
invece è la domanda più difficile:
se ho avuto la risposta sulle labbra
è rimasta appesa per la paura.
Perciò tanti in estate
nell'intensa calura
preferiscono fare
le parole crociate.

sabato 20 luglio 2013

La locusta

Sul timpano una locusta
mi sussurra parole d'amore:
ama il male, viva il male!

Lasciare la finestra spalancata
ed all'aria la libertà
condanna ad incontri luciferini:

d'agosto fa un caldo d'inferno
che incombe turbando i bambini.

Incontrai la locusta in un'estate
nei pressi della prima comunione
la schiacciai con la mano come un'ostia
ma ritornò nella stessa stagione.

Maledetto insetto assiduo
mi rendi ruvido,
mi sento inutile
vicino a te!

sabato 6 luglio 2013

Bagnanti

Una foresta di fertilità
è l'estate dai petali cadùchi,
che fa fiorire fianchi rigogliosi e imperfetti:
pelli bianche di sambuchi
o annerite dal sole come ulivi,
dipinte dal gioioso dio diabolico
dei bagnanti, che restano in attesa
di nuove pesche, fresche da assaggiare,
nella dolce corrida tra metà.
Nella seconda parte del mio stare
noto come corpi opposti si accoppino,
senza badare alle pubblicità
di ideali emaciati, dunque effimeri.
Siamo in molti ad amare questa vita
e in inverno torna la verità,
ma adesso possiamo spogliarci
per battere il petto col sole
per farci abbracciare dall'acqua
e farci baciare dal vento.

martedì 21 agosto 2012

Estate

Sono inquieto: non so tracciare un cerchio
e il punto più lontano è la partenza.

Studio l'essenza dell'unica nube
e intanto il mio passato si è dissolto.

Un cielo nudo nell'azzurro esulta
schiarendo ai limiti come un'anguria
e tarda solo un'ora a tramontare
sulla caducità dei miei ricordi.

Madre, ormai è troppo tardi per tornare:

tutti tengono nascosto un abito
spiegano a lungo per non farmi dire
recitano ovvietà irripetibili
e non riesco a capire.

Per fortuna mi sento ancora vivo
arreso all'idea di una qualche culla
e come ride l'estate se vuole
con la canicola, la luce e il nulla!

Anche agosto, stamane, sul treno mi ha rassicurato
cinguettando la mia mortalità:
non hai più un posto
sei quasi libero
ma ovunque andrai
io sarò là.

martedì 5 aprile 2011

Senza titolo

Il tuo seno, l'unica curva del mondo,
cadendo dalle labbra si è disteso
ed io ho nascosto le mie dita in fondo
al tuo respiro. Il fiume inquieto ha atteso

il mio amore nell'acqua. Più profonda
stava questa estate, in cui sono sceso
e mi hai avvolto. Tutto si è fatto sponda
per la corrente, il contrario del peso.

Finché alla foce, noi due all'improvviso
zitti su labbra di sabbia e di sale.
Ascolta il vento: vibra una minaccia

d'autunno, un canto di lacrime, un muso
di temporale con lunghe braccia.
Per noi a settembre non esiste morte.

mercoledì 3 febbraio 2010

Frammento di sogno


[...] Scale, portici, porte, finestre, un moltiplicarsi di occhi, nasi, bocche, orecchi, inguini architettonici si fondevano e si superavano con sussulti, accelerazioni, frenate, impennate pazzesche. E precipizi e spigoli, il pieno e il vuoto, si alternavano risucchiando la vista e trascinandola e poi sbattendola su pareti e su gradini, nello spazio multidimensionale delle incisioni di Esher. Cominciai a correre per il labirinto, che incombeva da qualunque parte mi girassi. Vedevo scendere file di soldati in ritirata da Udine diretti probabilmente dietro le linee del Piave. Parallele al suolo ballerine eseguivano con precisione di centinaia di carillon i passi sulla melodia di Tchaikovskij. Soldati e spose si amano, e quando la guerra sarà finita si sposeranno, finalmente. Su uno spiazzo polveroso e lontano due clown si prendevano a martellate a testa in giù, e s’insultavano in qualche accento zingaro dell’Est. Dove si piange dobbiamo inventarci il mestiere di far ridere, ah ti capisco Zampanò la strada è spaziosa ma così difficile. Attraverso un oblungo portico obliquo, procedeva dietro una croce di fuoco una processione di uomini incappucciati, ascoltata da un gruppo di suore impegnate in macabre litanie di penitenza. Perché sacrificate la vostra carne, voi che siete giovani e belle? Che colpa avrete mai commesso se il peccato originale non è che una favola? Un anziano uomo distinto avanzava reggendo al guinzaglio un gigantesco naso con baffi arricciati, tra appariscenti anfore di fiori. Da dove camminava si generavano, come cascate, orologi disciolti. Signor Dalì, che passeggia in tondo come una cipolla da taschino, sa che il tempo è un’invenzione della nostra angoscia prima che uno strumento? Come possono descrivere giorno e notte, alba e tramonto, la complessità delle nostre vite sature di simboli? Venditori porta a porta, come vettori sistemati dappertutto, con denti d’oro e in gessati e calzature brillanti, sfoggiavano ottimismo a padri di famiglia venuti ad aprir loro l’uscio delle case incastrate. Scambiamo pezzi di pane con partecipazioni azionarie. Signora che fa? Non si mangiano le obbligazioni! Centomila attacchini - mi fu impossibile contarli - appiccicavano manifesti pubblicitari su scale storte o impalcature oscillanti come trapezi appiccati al niente. Trovate tutto anche in televisione, avvertivano soddisfatti del proprio lavoro di servi-degli-imbonitori. Ma perché invece di tutta questa carta da parati non riempiamo le strade di qualcosa che abbia un’anima? Intanto, da una finestra, si calavano cinquanta ladri uno dietro l’altro, e i poliziotti urlavano da un lato diverso tutti inclinati. Credo non sapessero come raggiungerli, e per questo latravano come dobermann costretti alla catena. Il caos favorisce i ladri, questo vuoi insinuare? Non so, non lo so, fatemi uscire da questa casa di bambole. Non sono un fantoccio, maledizione. Non appartengo a questo popolo di ombre! Le grondaie erano tubi di marmitta che espellevano anidride carbonica con grassi colpi di tosse. Io mi mescolavo a questa città-fantasma, e correvo e scappavo, e a forza di risalire e poi discendere, di risalire e poi discendere, mi era venuto un fiatone che mi comprimeva la trachea come un grido trattenuto. [...]

17/08/2008

martedì 2 febbraio 2010

Mosca VII

La luce non finisce,
domina sopra gli orologi accesi.
Ti farebbe felice
vivere queste notti
dal vento intiepidito
e la coperta corta.
Il buio è il breve ricordo dell’inverno,
non turba più.
E generano giorni
che gli occhi non possono contenere,
seppure in tanti milioni di coppie
disposte verso agosto.
Ai profittatori cadono i denti
e danzano tutti gl’indecenti,
la milizia tiene i fiori nei foderi
e la Duma non decide che dace.
Ti farebbe felice,
se rovesciassimo gl’incubi autarchici
sognando primavere sovversive.

19/05/2008