venerdì 14 agosto 2015

Cicale

Le cicale che cantano
gli episodi sonori
della mia vita
e il gatto che decide di uccidere
la cavalletta in bocca:
siamo stretti tra i denti del destino.

Tra siepi di silenzio
piomba una coltre bruna
le libellule spente
allietano la luna,
tutti i felini fuggono:
questa notte è perduta.

In strada molte più stelle che uomini
ed io non sono più.

Tra tenebre e solitudine
per una volta sono d'accordo col destino.

domenica 9 agosto 2015

Didone

Io trattengo il fiato
ed attendo la morte,

tu cerchi le radici
per i porti ostili.

Siamo carni opposte
come il sole e la luna:

strappiamo brevi incontri
tra i veli dei crepuscoli

baciandoci veloci
sulle labbra di nuvola.

Poi torniamo assorti:
io ai miei passatempi,
tu ai tuoi studi.

lunedì 3 agosto 2015

Viso

Oggi sorgerà il sole oppure tu?
Ti sei accordata con l'astro lucente
che rende l'aria burro?

Qualunque viso esulti
del mio amore il colore non cambia:
alla bellezza s'accosta l'azzurro.

venerdì 5 giugno 2015

sabato 23 maggio 2015

Esilio

Padre perché
m'hai fatto umile?
Potrei pistarvi
con le parole
ho un uomo dentro
che mi sovrasta
questa città
non sa tenermi,
lingua di lama
scintilla all'aria
eppure scivola
dalle mie mani
ed il coltello
si fa vapore.
Madre perché
m'hai fatto agnello?
Sopra i miei trampoli
solo assoluto!
Sotto s'arrendono
a un dio ferale,
su sta il canuto
con quel suo ghigno
d'assurda assenza:
è l'universo!
Lui là nereggia
balbetta stelle,
io sono errore
uno scatarro
su visi vuoti,
una puttana
compassionevole
ebbra di labbra
piena di niente.
Lunedì o sabato:
ho estratto a sorte
giorni di morte
per esser re.
Le butterate
strade del mondo
chiamano me:
l'eroe più lurido!
Servon tombini
di sfida al sole:
cosa più acceca
d'anime tristi?
Voi foste polvere
ma io fui nuvola:
così ci aspetta
la grande febbre.
All'improvviso
per ingannarvi
"rivoluzione!"
gridai nel bar
nello stupore,
e fu follia!
Diedi fastidio
tutto finì
ma non morii,
perché l'esilio
ti vuole vivo.

sabato 9 maggio 2015

Haiku erotici

Seni si sporgono:
un pensiero nascosto
si posa sopra.

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Respiri forte,
nel crescendo ansante
mi sento dio.

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Gambe lunghe, tue,
s'annodano al mio collo:
io sono vortice!

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Urto toccante:
angelo d'alba e fiamma
mi hai turbato.

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Che cerchi a terra?
Desidèri improvvisi
del re rapace?

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Dolce la luce
che ti avvolge i fianchi:
luna da dietro.

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Mi rendi enorme:
montagna a dismisura
fino a sfiorarti.

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Spalanca il tempio
che arrossa i ciliegi:
è primavera!

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So cosa cola:
alla fonte del miele
lavo la bocca.

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Quando erba morbida
bagna il prato di te,
io entro dentro.

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L'ape alle labbra
sbircia il fiore che oscilla,
insetto ansioso!

domenica 26 aprile 2015

Il partigiano

Ora che aprile è libero
posso dire del vento

che le cime del cielo accarezzò
piegando l'erba con vecchi scarponi:

devo la vita alla disciplina
che mi coprì le spalle,

danzai sui monti al ritmo della morte
sulla bocca profonda della valle,

il mio fazzolo era sangue al sole
e scintillava fiero di sudore,

a passo allineato di colonna
cantava vita con tutto il mio petto

sognando che nel culo della notte
si potesse dormire in una gonna.

Io sono l'eroe pronto a morire
tra le braccia spinose dei cespugli!

Ne abbiam seminati di compagni
per farne il bosco del nostro avvenire;

io stesso ero convinto che le croci
sarebbero mutate in alti faggi

non appena le voci
fossero tornate in libertà.

Vidi fucili come astute serpi
sibilar fuoco attraverso le foglie,

sentii il rumore sordo tra gli sterpi
dell'uomo che precipita nel piombo,

il grido di granate
inghiottire il ronzio delle vespe

mentre sparavo a divise uncinate
pensando alle lepri;

dai treni merci liberai farfalle
per restituirle ai fiori,

c'era un popolo di farfare gialle
ad aspettarle fuori.

Un dì scendemmo in fila dai sentieri
trasportati dai pollini,

nelle ferite i nostri desideri
rossi come torrenti in autunno;

piantammo la bandiera
nella fronte tronfia della città:

avevamo il coraggio,
la verità.

domenica 19 aprile 2015

Aria

Arrampicarsi nel vuoto, la vita
si nasconde nel nulla
col suo enorme mistero di pietra,
conto il tempo andare sulle dita
e disperdere ogni spiegazione
sulla parete d'aria.

domenica 5 aprile 2015

Porcile

Nella poesia mi sono rifugiato
perché delle parole non ho paura,
mille uomini hanno umiliato
la pia neutralità della natura:

ciascuno vuole esser rispettato
mentre maneggia con rabbia l'abiura,
io invece coltivo il mio prato
immaginando dietro a una fessura.

Posso accontentarmi d'un cortile?
Eppure sognai mari e praterie,
in ansiosa attesa del paradiso

alle città credetti, e a profezie,
prestando fede ad ogni sorriso
che occultava il tanfo del porcile.





mercoledì 25 marzo 2015

Airbus

Il pastore atterrito
ad un sogno pensò,
la morte atterrava
con i motori cupi:

l'aereo si schiantò
sul petto delle alpi
nel giubilo dei lupi.

domenica 22 marzo 2015

Domenicale

Mi son svegliato con l'idea assurda
che tutto quanto si stia frantumando:

forse ho bevuto troppa solitudine,
oppure troppo sabato

e il cervello si sta rannicchiando
fiaccato da una festa schizofrenica,

in questa epifania dell'inquietudine
che accade la domenica.


domenica 8 marzo 2015

Senza titolo

La donna s'addormenta
sopra il petto spazioso

nuda nella tormenta,
dentro il letto ventoso

e mi spaventa
dovermi fare frammento radioso:

la mia morale stenta,
non ne vado orgoglioso.

Lei quando s'alza scuote il pensiero:
ché riflessa nei fianchi sta la stanza


come cadesse in cielo
invertendo il verso della luce,

mentre l'odore danza,
acre amore e mistero.





domenica 1 febbraio 2015

Mattarellum

Nella gramaglia viola
tutti i nostri peccati
abbiamo affidato
a confessioni caute,

perché non siam cambiati
con questo presidente:

affermando prudenza
confermiamo il niente
che inventò un'Italia
di bui tentennamenti.

Ancora a capo chino
fuori dal catafalco
s'annidano i tormenti
di chi teme la morte;

esulta al risultato
chi ha tessuto la trama
e staglia sull'arazzo
il petto della fama,

rinvia la votazione
che elegga un nuovo giorno,
per questa vocazione
che ci governa.



venerdì 23 gennaio 2015

Margot

Hai il pudore ai piedi
pieghi lo sguardo per non calpestarlo,
ingenua non ti chiedi
se il tuo viso è sceso nel mio impaccio:

perché nient'altro che il tuo vuoto vedi
nel rito piatto e chiassoso del sabato,
tu nella luce siedi
col tuo violento abito.

Alzarti il mento chino
sarebbe come sollevare il vento
che mischia occhi e pianeti,

perciò annego la notte nel vino
mentre evito a stento
che il desiderio di te si disseti.

mercoledì 21 gennaio 2015

Cernobbio

Le otto di mattina:
il lago più luminoso del cielo

vinceva quella sfida ambiziosa,
mentre il buffet m'usciva dagli occhi

già intenti a distinguere ingordigia
sulle cravatte della borghesia.

Chiose, risa, tartine, pasticcini
sono il motore dell'economia:

il relatore affrontò il tema
appena prima dell'aperitivo.

venerdì 26 dicembre 2014

Prometeo

Hai già dimenticato la potenza
che ci rendeva vivi?
Del fuoco inquieto che ha preceduto
il tanfo acre della penitenza
resta un fondo di cenere
alla portata delle mie parole:
se una scintilla c'è
ti prometto che ne farò bagliore.

giovedì 25 dicembre 2014

La medicina

Il mio
sorriso
è raro
come la neve,
ma questo
rigore
non è
tutto merito tuo:
l'orrore
si mischia con le strade,
sale disseminato
sull'umanità morta
già di mattina.
Quante albe pallide sulle città!
Ho bevuto a litri
la medicina
che alta affollava gli scaffali
di un verde splendente,
ma devo avere un'enorme caverna
al posto dello stomaco:
non avvertivo queste gocce acide
tintinnare sul fondo
e curare il mio cuore.
Eppure, tronfio, insisteva il dottore
con quell'ecografia
a fomentargli gli occhi:
lei ha la bile e il sangue
nello stesso intestino,
beva dell'altro vino
se la sua mente langue.

venerdì 19 dicembre 2014

Cielo

Stanco come le stelle aggrappate
al firmamento con braccia di luce

ho goduto almeno del tramonto
e del suo canto di nuvole rosa,

il cielo è la misura che riduce
a mugolio ogni nostro tormento.

martedì 16 dicembre 2014

Edgar Allan Poe

Destinati a odiarci come cani
beviamo il vino d'inverni amabili

sotto tetti di nuvole di latta
in bicchieri di fiamma nelle mani,

raccontandoci storie inconfessabili
e osservando la danza della gatta:

tieni anche tu nel cranio l'orrore?
Ho un solo passatempo: l'ossessione,

come un topo che rosicchia un fiore
e s'annida in un buco di ragione

per uscire ad uccidersi con noi
nella laida realtà senza eroi.

giovedì 4 dicembre 2014

L'assiuolo

Vorrei versi di vipera
veleno nelle lettere

dire addio al diavolo
appenderlo a poesie,

quando il lato cattivo
resta a testa in giù

il sangue bagna il suolo
e disseta il serpente;

il mefitico distico
del nero assiuolo

offende lo splendore
con canto parossistico.